Condividi
15 Ottobre, 2023

Accoglienza sanitaria dei minori adottati internazionalmente

Diversi fattori oggi richiedono una rimodulazione dell'accoglienza sanitaria dei minori adottati internazionalmente
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Nel corso degli ultimi anni è emerso che le necessità e le patologie dei minori adottati da adozioni internazionali si sono modificate. Questo è frutto innanzitutto di una riduzione in numero assoluto dei bambini adottati, di un cambiamento dei Paesi di provenienza dei bambini adottati e di un aumento dell’età dei bambini adottati al loro arrivo in Italia.

I problemi di una volta e i problemi di adesso

Le problematiche che emergevano maggiormente in passato nei minori provenienti da adozioni internazionali comprendevano: patologie infettive (come le parassitosi intestinali, la tubercolosi, la malaria o le epatiti), le malformazioni (come la labiopalatoschisi) e le carenze nutrizionali (come l’anemia sideropenica e/o il deficit di Vitamina D).  

Ad oggi le patologie e le necessità dei bambini adottati si stanno modificando: in particolare vi è una riduzione dei bambini con malformazioni, la presenza di maggiori problematiche neuropsichiatriche e di altre condizioni come la pubertà precoce e la sindrome feto-alcolica.

I bambini special needs

I minori che fanno parte delle liste speciali (special needs) vengono classificati secondo quattro categorie:

1) Minori che hanno subito gravi traumi o che presentano problemi di comportamento,

2) Minori con incapacità fisiche e mentali di vario genere,

3) Minori con età superiore ai sette anni,

4) Fratrie.

Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento degli special needs che arrivano in Italia e in particolare dei minori con età superiore ai sette anni. L’età media dei bambini adottati sta progressivamente aumentando: dal 2006 è andata gradualmente ad aumentare fino al 2011 da 5.1 anni a 6.1 anni, e sta ulteriormente aumentando negli ultimi anni.

Secondo i dati della CAI Commissione per le Adozioni Internazionali nel 2020, a fronte di 669 bambini e ragazzi adottati attraverso l’adozione internazionale, il 59% del totale manifestano uno o più special needs. Nel 2020 tra gli special needs una quota particolarmente alta riguarda gli adottati in età maggiore di sette anni. Questi numeri sono in linea con quanto è stato osservato presso la nostra Clinica*: nel periodo 2020-inizio 2022 su 56 bambini il 70% sono special needs. Di questi il 79% hanno un’età maggiore a 7 anni.

È importante evidenziare che l’Italia, rispetto a molti altri Paesi, ha una maggiore disponibilità e propensione all’adozione di bambini special needs. Molti Paesi di accoglienza si sono ritirati a seguito delle difficoltà di adottare bambini sani, o sufficientemente piccoli, o un solo bambino.

La sindrome feto-alcolica

L’alcol è una sostanza teratogena che oltrepassa la placenta e viene assorbita dal feto, provocando moltissimi danni: da anomalie che coinvolgono i tratti del viso, il cuore, le ossa, il sistema gastrointestinale e il sistema nervoso centrale, a disturbi di tipo cognitivo e comportamentale. Queste problematiche rientrano nello spettro della sindrome feto-alcolica. Negli ultimi anni l’attenzione rivolta a questo tipo di sindrome sta aumentando sempre di più.

Il sospetto di sindrome feto-alcolica può nascere da diverse manifestazioni cliniche: spesso questi bambini presentano dismorfismi facciali associati a disturbi di tipo cognitivo e comportamentale. A volte l’assunzione di alcol in gravidanza è riportata nelle schede di adozione di questi bambini, altre volte è solo ipotizzata.

Nel periodo 2020-inizio 2022 su 56 bambini visitati presso la nostra Clinica 11 (20%) avevano un accertato o sospetto abuso di sostanze/alcol in gravidanza e la maggior parte di questi provenivano dall’Europa dell’Est o dal Sud-America. È fondamentale che questi bambini siano presi in carico da diverse figure specialistiche affinché vi sia un intervento il più possibile precoce per cercare di far fronte alle varie problematiche che possono insorgere nel tempo.

Le problematiche neuropsichiatriche

Le problematiche neuropsichiatriche pediatriche sono in aumento nella popolazione generale, anche come conseguenze della pandemia da Covid-19. A fronte di questo aumento generico anche nei bambini provenienti dalle adozioni internazionali abbiamo notato un incremento di disturbi del comportamento, come eteroaggressività, attacchi di rabbia, iperattività, bassa tolleranza alla frustrazione, deficit dell’attenzione. In particolare, nel periodo 2020-inizio 2022 8 bambini che abbiamo visitato avevano una diagnosi o un sospetto di disturbo del comportamento, 4 bambini erano già in trattamento all’arrivo in Italia e a 3 bambini è stata prescritta una terapia alla prima visita neuropsichiatrica. Questo comporta un approccio differente ai bambini provenienti dalle adozioni internazionali per cui potrebbe essere necessaria eseguire una visita neuropsichiatrica a distanza di qualche mese dal loro arrivo in Italia.

La pubertà precoce

Sempre più bambine provenienti da particolari Paesi, come il Sud-America o l’India, presentano pubertà precoce. La pubertà precoce è un evento simile alla pubertà fisiologica, ma avviene in anticipo rispetto alla media dei coetanei, cioè prima degli 8 anni nella femmina e dei 9 nel maschio.

L‘impatto negativo sul comportamento psicologico di bambini, che si potrebbero sviluppare mentre frequentano la scuola materna o elementare, giustifica un trattamento frenante. Quando i bambini adottati arrivano in Italia, le migliorate condizioni di vita, di alimentazione, di igiene generale e soprattutto il benessere psicologico ed affettivo possono determinare un’accelerazione della crescita con rapido incremento di peso e altezza ossia un vero recupero accrescitivo. In alcuni soggetti, soprattutto femmine, questo fenomeno fisiologico continua con lo sviluppo puberale precoce o anticipato. Uno studio danese ha evidenziato nelle bambine adottate un rischio di 10-20 volte maggiore di sviluppare pubertà precoce rispetto alle coetanee con legami culturali alla nazione, considerando anche che la erronea attribuzione della data di nascita può incrementare questa stima.

Nel periodo 2019 – inizio 2022 in 8 bambine visitate presso la nostra Clinica è stata identificata una pubertà precoce, di queste 5 bambine sono state sottoposte ad una terapia di blocco.
È fondamentale che all’arrivo in Italia venga posta una particolare attenzione nella stadiazione dello sviluppo puberale dei bambini adottati, affinché si possa mettere in atto un approfondimento endocrinologico e intervenire se necessario in caso di pubertà precoce confermata.

Cosa fare di diverso rispetto al passato?

Considerate le necessità e le problematiche emergenti nei bambini provenienti dalle adozioni internazionali visitati presso la nostra Clinica Pediatrica è stato preso in considerazione di modificare l’approccio riservato a questi bambini rispetto al passato. In particolare, sarebbe opportuno pensare ad un follow-up dei bambini adottati coinvolgendo figure specialistiche (neuropsichiatra ed endocrinologo) nelle valutazioni successive.

Sarebbe inoltre auspicabile istituire un team multidisciplinare dedicato per i bambini con sindrome feto-alcolica.  Creare una rete di specialisti competenti sulle problematiche dell’adozione, coinvolgendo anche le strutture territoriali, sembra al momento una necessità ed un’opportunità sia per gli operatori coinvolti sia per le famiglie adottive.

Rosangela Arancio, Medico Pediatra

Stefania Margiotta, Medico Specializzando in Pediatria

Ospedale San Paolo – ASST Santipaolocarlo

*La Clinica Pediatrica dell’Ospedale San Paolo prende parte al Gruppo di Lavoro Nazionale per il Bambino Migrante della Società Italiana di Pediatria. (GLNBM – SIP). I bambini adottati provenienti da diversi Paesi del mondo sono sottoposti ad uno screening che comprende diversi accertamenti eseguiti presso il Day Hospital Pediatrico dell’Ospedale San Paolo. Sono previste due visite pediatriche: una prima visita conoscitiva di inquadramento e una seconda visita in cui il bambino viene sottoposto ad una serie di approfondimenti clinico-laboratoristici e di viste specialistiche.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli