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02 Ottobre, 2022

Accompagnare i genitori adottivi

Tante sono le domande che i genitori adottivi si pongono nel cammino. La sola risposta è sempre il primario interesse dei bambini.
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Genitori adottivi in cammino

Nel cammino verso nostro figlio volgiamo lo sguardo all’orizzonte inseguendo il faro che ci guiderà nel viaggio di imprevedibile durata e di inarrestabile attesa.

Ogni passo è per avvicinarci di più a quel bambino solo, sofferente, abbandonato o tradito che è già nato nel nostro cuore.

Camminiamo per rafforzarci, proseguiamo con impeto e decisione approfondendo, confrontandoci, studiando e interrogandoci.

Possiamo chiedere aiuto se arretriamo, possiamo farci accompagnare se ci fermiamo e dobbiamo chiedere sempre una restituzione esterna laddove la nostra guida interna non può rispondere da sola.

Il tema è chi ci accompagna e se davvero ad ogni tappa verso il traguardo ci viene data una restituzione esterna.

Restituzioni che orientano il percorso

La restituzione è probabilmente il punto cruciale di ogni fase del percorso.

Chi restituisce? Chi accompagna verso la svolta di ogni tappa senza lasciarci in balia di noi stessi? I servizi sociali, il Tribunale per i minorenni, gli enti autorizzati con l’ausilio prezioso delle associazioni di famiglie adottive che, come uno specchio, riflettono ogni emozione che proviamo strada facendo.

Restituire la valutazione al termine dell’istruttoria dei servizi sociali, restituire l’esito di un’udienza di comparazione in Tribunale per i minorenni per un possibile abbinamento, restituire il contenuto della relazione dell’ente autorizzato.

Le risposte alle nostre domande aiutano a proseguire il cammino anche se la risposta a volte non è quella sperata ma conoscerla consente di metabolizzarla e di andare avanti promotori di un positivo cambiamento di noi stessi, ridimensionando le nostre aspettative e allargando la nostra visione per essere pronti anche a tollerare l’eventuale frustrazione ma soprattutto per essere pronti ad essere genitori adottivi.

Domande che trovano risposta nella centralità del bambino

Perché non siamo stati dichiarati subito idonei? Perché il Paese estero richiede una integrazione della relazione dell’ente? Perché in fase comparativa un’altra coppia è stata ritenuta più adeguata a quel bambino da abbinare?

Invece di chiederci il perché pensiamo prima di tutto che la sola risposta è sempre il primario interesse dei bambini.

Tuttavia, un buon accompagnamento e una buona restituzione esterna ad ogni fase del percorso adottivo, evidenziando sia le criticità che le risorse, offre valore aggiunto alla futura coppia adottiva ed è una spinta a non fermarsi e continuare il cammino verso nostro figlio, desiderosi di trovare in noi stessi le energie necessarie anche per cambiare positivamente e diventare davvero genitori adottivi frutto di un viaggio, un viaggio bellissimo anche se a volte molto lungo e faticoso di alti e bassi come su una montagna russa, ma necessario per essere un giorno non lontano “famiglia”.

Anna Scarnera

Assistente sociale specialista e madre adottiva

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