
L’incontro
Abbiamo incontrato nostro figlio in una ventosa mattina di primavera, in un anonimo ufficio di un ospedale, reso accogliente dagli sguardi amorevoli degli operatori sanitari, che ce lo hanno messo in braccio. Ricordo lo sguardo intenso ed emozionato della Caposala che me lo ha affidato, dicendomi: “E’ un gran coccolone“. Ricordo il medico, sorridente nel darci le poche “istruzioni tecniche” necessarie. Ricordo le assistenti sociali, che, con gli occhi lucidi, ci scattavano le prime foto in tre.
E poi ricordo la velocità con cui tutto si svolse, in meno di 50 minuti siamo passati dall’essere in due all’ essere in tre, con un fagottino di pochi giorni da portare a casa, che aveva bisogno di tutto; sicuramente amore e coccole, ma anche tutto il necessario che normalmente una coppia prepara in 9 mesi. A noi erano stati dati dal Tribunale due giorni prima di incontrarlo ed eravamo abbastanza in alto mare.
Un pensiero ricorrente
Negli anni, il pensiero spesso è andato a quei primi giorni che mio figlio ha trascorso in ospedale: chissà se piangeva, chissà chi l’ha consolato, chissà se era sereno, ma purtroppo sono informazioni che non avevamo avuto al momento dell’ incontro e che successivamente non possono più essere reperibili.
Abbiamo però sempre avuto la certezza che fosse stato circondato da cure amorevoli, perché fin dal primo giorno con noi si era mostrato un bambino sereno, abituato al contatto e a farsi coccolare.
Coccole che scaldano il cuore
Nel 2019, navigando sul web mi sono imbattuta sul sito de “I bambini Dharma“, una ODV che è nata per donare coccole e attenzione anche ai neonati che stanno aspettando, in ospedale, una mamma e un papà. Guardando il sito, ho visto che operavano proprio nella città dove è nato nostro figlio, ma non nell’ospedale da cui lui proveniva. Mi sarebbe piaciuto che anche lui avesse provato l’amore di questi volontari.
In occasione della Prima Comunione, mi sono ricordata dell’Associazione e, volendo fare una donazione, li ho contatti. Giovanna, la Presidente, è stata subito molto accogliente. Mi ha chiesto come eravamo venuti a conoscenza di “I bambini di Dharma” e le ho raccontato la nostra storia scoprendo che in realtà, proprio nell’anno di nascita di nostro figlio, l’associazione aveva iniziato a operare anche lì dove lui era nato.
Dopo poche settimane siamo andati nella loro sede per scegliere le bomboniere solidali e anche nostro figlio è venuto con noi. E’ stato uno dei giorni più emozionanti della nostra vita. Giovanna, insieme ad altri volontari, ha fatto vedere al nostro piccolo la sede, le foto delle loro attività e con delicatezza ci ha detto che nostro figlio è stato un loro “bambino Dharma”. Si ricordavano di lui e di chi lo aveva coccolato nei primi giorni.
Nostro figlio è stato felicissimo, continuava a dire: “Ma quindi mi avete visto quando ero piccolo piccolo? Io mi sono sempre chiesto chi c’era con me quando la mia mamma che mi ha fatto nascere, mi ha lasciato”.
Dalle parole con cui Giovanna rispondeva, traspariva l’amore con cui si prendono cura di tutti i bimbi che coccolano. Sono degli “zii” molto speciali, che donano attenzione e cura nel momento di maggiore fragilità di questi bambini, facendo da ponte fra una mamma che li ha fatti nascere e dei genitori adottivi che sono pronti ad accoglierli.
Nel volontariato di questi “zii” non ci sono solo coccole e amore, c’è anche tanta praticità. Oggi le famiglie con la storia simile alla nostra incontrano questi volontari in Ospedale e ricevono una valigia con dentro tutto il necessario per i primi giorni: un alleggerimento dalle mille cose pratiche da fare appena arriva un bimbo.
Gli zii Dharma ci hanno fatto un grosso regalo, ci hanno permesso di aggiungere un pezzetto importante di puzzle alla storia di nostro figlio, prima che fosse fra le nostre braccia.
Come ha detto lui ieri sera. “Non so chi è la mamma che mi ha fatto nascere, ma so chi mi ha coccolato, mentre vi stavo aspettando”.
Mamma adottiva di un “Bambino Dharma”
I Bambini Dharma – Organizzazione di Volontariato (ODV)




0 commenti