
Ho 17 anni e sento che è arrivato il momento di affrontare pubblicamente un tema che troppo spesso rimane in ombra, ma che merita uno spazio importante: l’adozione e l’affido.
Perché parlarne a scuola, vi chiederete? La risposta è semplice, ma profonda: la scuola non è solo il luogo in cui impariamo le materie, ma anche uno spazio in cui cresciamo come persone, in cui sviluppiamo la capacità di comprendere chi ci circonda e di accogliere storie diverse dalla nostra. E l’adozione e l’affido sono esperienze che fanno parte della nostra società, sono realtà che riguardano tante persone, più di quante immaginiamo. Però, se nessuno ce ne parla, rischiamo di non conoscerle, di non capirle, di non accoglierle per quello che sono realmente.
In tanti, ancora oggi, hanno idee confuse su cosa significhi essere adottati o vivere in affido. Spesso si pensa che queste esperienze siano segnate solo da dolore o mancanza, ma chi conosce davvero l’adozione e l’affido sa che sono invece percorsi di amore, di accoglienza e di rinascita. Parlarne a scuola significa far capire che essere una famiglia non ha un solo significato. Le famiglie possono nascere in tanti modi, e nessuno di questi è meno “vero” degli altri.
Inoltre, parlare di adozione e affido aiuta tutti noi a essere più attenti con le parole, a capire che ognuno ha una storia diversa, e che questa storia merita rispetto. Pensate a quanto possa essere importante, per un ragazzo o una ragazza che vive in affido o che è stato adottato, sapere che la propria esperienza è compresa e rispettata. Parlarne crea empatia, toglie spazio ai pregiudizi e al silenzio che, a volte, fa sentire soli.
A scuola ci insegnano l’importanza dell’inclusione, e il primo passo per includere è capire. È per questo che credo fermamente che parlare di adozione e affido nelle scuole sia fondamentale. Non solo per chi vive direttamente queste esperienze, ma per tutti noi. Perché quando conosciamo davvero l’altro, quando ci avviciniamo con il cuore aperto, diventiamo una società più unita, più giusta e più umana.
L’adozione e l’affido non sono argomenti da evitare o da lasciare in disparte. Sono storie di vita, di amore e di speranza. Sono parte del nostro mondo, ed è importante che anche la scuola sia un luogo dove queste realtà possano essere conosciute e comprese.
Se ci fermiamo a riflettere e a dare spazio a questi temi, magari un giorno saremo una società capace di accogliere senza giudizio, una società che non lascia nessuno in disparte.
Melinda La Rosa
Da 10 anni il concorso nazionale “L’adozione fra i banchi di scuola” favorisce e supporta una migliore cultura dell’adozione negli studenti, i cittadini di domani.
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Cara Melinda, quanto sono d’accordo con te! Proprio in questi giorni sto riflettendo su queste cose preziose che dici dal punto di vista docente. Insegno in un liceo da molti anni e capisco perfettamente le tue parole: l’ inclusività esiste troppo spesso solo sulla carta. Facciamo sentire la nostra voce, che è già un buon inizio… Grazie di cuore, Marisa