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28 Gennaio, 2024

Adozione e anamnesi familiare negata

Francesca condivide la sua esperienza e si rivolge a chi può lavorare perché il diritto alla salute sia rispettato
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Mi chiamo Francesca e sono una donna, una moglie, da poco una mamma , un’educatrice e una figlia (figlia adottiva, figlia adottata o figlia con background adottivo o come vi piace, ma la sostanza non cambia).

Sono stata adottata ad Haiti, quando avevo meno di un anno. Sono a conoscenza della mia storia, che mi è stata raccontata dai miei genitori, ma la storia che conosco, inizia da quando loro sono venuti a prendermi. Ciò che c’è stato prima, è qualcosa per me non conosciuto. I miei mi hanno spiegato qualcosa, quello che sanno, ma nulla è certo e nitido, tranne il nome di mia madre biologica e un documento con un elenco di nomi di miei “presunti” fratelli, di cui non so assolutamente niente.

In più occasioni, per la mia salute, il personale medico mi ha chiesto informazioni sulla mia famiglia d’origine, facendomi domande di prassi per poter risalire a malattie congenite o allergie, ma io onestamente ho sempre risposto : “Non so nulla, perché sono stata adottata”.

Questa frase, ora che sono diventata mamma, NON mi basta più. Ora ne va della salute anche di mia figlia e cosa geneticamente le ho trasmesso, vorrei tanto saperlo! Se per me stessa riesco a tollerare di non poter rispondere al medico che mi deve curare (o addirittura operare!), non lo tollero pensando a lei.

Per farmi capire ancora meglio, riporto di seguito l’estratto del foglio che, come sarà capitato a tutti, ho dovuto compilare prima di sottopormi a un recente esame:

La storia familiare

La storia familiare, o anamnesi familiare, aiuta a valutare il rischio del soggetto in esame e a fare una diagnosi di malattia, poiché molte sono a trasmissione genetica (dipendono, quindi, da una trasmissione da genitori a figli). Un’accurata raccolta di informazioni può indirizzare il sospetto diagnostico in una direzione precisa.

Come sempre non ho potuto rispondere, ma per la prima volta ho provato rabbia, pensando a quando mi capiterà di non sapere cosa scrivere neppure per mia figlia.


Dico tutto questo perché mi auguro che per i presenti e i futuri ragazzi adottati le cose cambino e presto.

Mi rivolgo a chi deve decidere, a chi può intervenire, a chi può fare cambiare, anzi migliorare, le cose, vi prego, dateci tutte le notizie sulla salute che ci riguardano: dove è possibile vanno chieste le informazioni sulla salute dei genitori e delle famiglie biologiche e vanno consegnate ai genitori adottivi con il loro bambino.

É un nostro diritto poterci curare e ancor più poter curare i nostri figli al meglio!

Francesca Satragno

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