
La scelta del tema della mia tesi
Attualmente lavoro in una casa-famiglia, che accoglie minori 0-13 anni, e sono laureata in Servizio Sociale. La scelta di voler affrontare il tema dell’adozione, è nata dalla voglia e dalla curiosità di capire e scoprire le dinamiche che si vengono ad istaurare quando un bambino viene inserito in una nuova famiglia.
La causa scatenante di questo interesse ha origine nella mia infanzia e si collega ad un evento che ricordo perfettamente: avevo 5 anni ed ero appena rientrata dalle vacanze estive. Notai che una bambina (divenuta nel giro di poco tempo la mia migliore amica), aveva il colore della pelle diverso dalla mia. Così le chiesi “ma perché…ti sei truccata per venire a scuola? Sei…più scura” e lei rispose “no, in realtà è che ho preso tanto sole quest’estate senza crema… e ora rimango così marrone per sempre”, le feci i miei complimenti per il bel colore e le dissi che anche a me sarebbe piaciuta tanto una simile abbronzatura (ero di un biancore assoluto). Tornata a casa, mia madre mi spiegò che in realtà la bambina aveva fatto un lungo viaggio da piccola e che i suoi nuovi genitori avevano scelto di accoglierla e di prendersene cura per sempre. Non capii molto, ma sapevo per certo che la sua mamma e il suo papà l’adoravano e lei adorava loro, e sinceramente mi bastava a tal punto di non riuscire a fare distinzione tra la mia famiglia e la sua… eravamo così uguali!
Crescendo, maturai il desiderio di voler approfondire maggiormente il tema dell’adozione scegliendo di laurearmi in Servizio sociale; ho svolto il mio tirocinio curricolare universitario presso l’ufficio di tutela minori, ed ho avuto l’opportunità di partecipare a progetti adottivi e di seguire coppie, famiglie e bambini dal momento in cui il piccolo veniva allontanato dalla sua famiglia biologica al momento dell’incontro con la nuova famiglia.
Contemporaneamente, ho svolto volontariato nella casa-famiglia dove tutt’oggi lavoro, e non posso ritenermi più fortunata. È un lavoro complesso, difficile, ma al tempo stesso straordinario, che ti arricchisce sotto ogni punto di vista, ti fortifica, crea legami indissolubili tra genitori, bambini e operatori: ricordo la contentezza di un papà adottivo nel dire “sono diventato papà nel giro di due rampe di scale… c’è chi aspetta 9 mesi!”, le lacrime di gioia nel comunicare ad un bambino che presto sarebbero arrivati due super genitori per lui, ma anche il senso di smarrimento e la difficoltà nel cercare le giuste parole per spiegare, a quel bambino, il perché da un momento all’altro si sarebbe ritrovato in una casa non sua, a dormire in un letto non comodo come il suo, con delle persone intorno che non erano mamma e papà, ma sono simpatiche.
Trovarsi lì per loro e con loro, vivendo insieme i loro momenti più dolorosi e belli della loro vita, consapevole di ricevere e donare loro un pezzettino di cuore, mi rende felice.
Un’importante evoluzione normativa
Un aspetto importante del mio lavoro di tesi riguarda la recente e importante evoluzione normativa, insieme alle novità dell’iter delle adozioni nazionali. Si modificano alcuni criteri dell’iter adottivo: la possibilità di mantenimento dei rapporti tra la famiglia d’origine e il bambino, a seguito di un’attenta valutazione caso per caso; Cosa significa? Per quale motivo? L’iter adottivo avrà tempistiche ancora più lunghe? Sarà più difficile adottare? Questi i principali quesiti di coppie e operatori sociali.
Il tema delle origini come ponte fra passato, presente e futuro
Vi sono due nuove tipologie di adozione: mite e aperta; un’evoluzione che incentiva le persone ad approcciarsi ad una visione da due diversi punti di vista dell’adozione, ma anche ad andare oltre le proprie conoscenze e costrutti sociali preesistenti (ad esempio l’adozione come taglio netto del passato di un bambino). A tal proposito le famiglie, congiuntamente agli operatori sociali, hanno dovuto affrontare e approfondire maggiormente una tematica essenziale e necessaria, talvolta con trepidazione: il tema delle origini e la costruzione di un’idea della famiglia d’origine, come un ponte che collega passato, presente e futuro.
Le istituzioni e la coppia adottiva tra sfide sociali ed emotive
L’adozione non è un fatto privato, non è una notizia da nascondere e non è un evento da affrontare in segreto, con timore e paura. È un evento sociale, straordinario e importante: non interessa solamente i bambini e le famiglie adottive, ma coinvolge anche la società e le istituzioni. Quest’ultime sono gli attori responsabili nel garantire sia un’adeguata preparazione, formazione e supporto all’aspirante coppia adottiva, sia garantire che l’iter adottivo avvenga nella tutela del benessere del minore; accertandosi, inoltre, che l’abbinamento coppia-bambino sia conforme alle loro caratteristiche ed esigenze. Intorno alla neo-famiglia si costruisce una costellazione di persone, luoghi e professionisti dove la coppia adottiva inizia un percorso di scoperta, evoluzione, transizione: da 2 diventeranno 3… o 4! E sorgono i primi quesiti, le prime insicurezze e paure: “sarò in grado? Cosa mi aspetterà? Saprò riadattare i miei spazi? I nostri parenti come vivranno la nostra scelta? Saprò raccontare QUELLA storia?”. Quale storia? Beh, la storia del duplice viaggio adottivo! Il viaggio di un bambino che è stato partorito da una mamma che, con le sue fragilità e difficoltà, ha scelto di far sì che potesse essere amato e cresciuto da altri; e al contempo la coppia adottiva, che ha viaggiato nelle proprie difficoltà, circumnavigando il dolore, il desiderio di genitorialità e la voglia di donare amore, attenzione e cura oltre il “legame di sangue”. Nella consapevolezza che, quando c’è amore genuino, comprensione e reciprocità, che si tratti di mamma/papà di cuore o mamma di pancia, non fa differenza: l’amore è universale.
La temporanea perdita di privacy nella coppia in fase di adozione
Nel mio elaborato di tesi ho scelto di approfondire una sensazione che le coppie perlopiù si trovano ad affrontare, ma di cui si parla poco ritenendolo un aspetto soggettivo e forse secondario, o forse perché si pensa a priori che si tratti semplicemente di un necessario riassestamento della routine e di una ri-costruzione di ambienti, legami e rapporti all’interno della famiglia: la temporanea perdita di privacy. Quando la coppia dichiara la propria disponibilità all’adozione, la privatezza della coppia si trasforma in una dimensione pubblico-istituzionale, uniformandosi. La coppia si trova quindi a dover interagire con più soggetti nel corso di questo percorso burocratizzato, con la stessa trasparenza con cui ci si relaziona con i familiari e può risultare difficoltoso.
È stato osservato quanto sia fondamentale perdere la propria privacy per una buona riuscita dell’adozione: la coppia in attesa viene spronata ad esplorare in profondità le motivazioni più intime che l’hanno portata a maturare l’idea dell’adozione e a mettere alla prova le proprie capacità di accoglienza, affinché le proprie fragilità possano trasformarsi in punti di forza. Per tale motivo, è fondamentale instaurare un rapporto di alleanza e rispetto reciproco tra genitori e operatori sociali, dal pre-adozione al post-adozione, ricavandone un prezioso supporto.
Riflessione finale
Nel viaggio della vita s’incontrano gioie, dolori ma anche rinascite e soddisfazioni. L’adozione è l’incontro di due rette parallele che scelgono di congiungersi e di continuare a viaggiare insieme. E noi, operatori sociali, siamo responsabili di questo cammino di intersezione, costituendo una piccola tappa che concorre a costruire le basi solide, attenzione, amore, premura, impegno, dell’edificio più sicuro che ci sia: la famiglia.
Per far sì che l’adozione funzioni, anche noi abbiamo un compito molto importante: creare una costellazione supportiva per la famiglia adottiva e lavorare insieme ad essa, facendo in modo che possa sentirsi sempre protagonista. Il lavoro svolto vuole essere un contributo per migliorare le politiche e le pratiche adottive, favorendo una cultura dell’adozione che metta sempre al centro il benessere del minore, la coppia ed il valore delle relazioni umane.
Ludovica Cellucci
Università Roma Tre
Corso di Laurea Triennale in Servizio Sociale e Sociologia
Anno accademico 2023/2024
Tesi di laurea: Adozione e identità: il ruolo del servizio sociale e delle istituzioni nell’accompagnamento e formazione delle coppie adottive
Relatore: Prof.ssa Annunziata Bartolomei
Approfondisci leggendo l’abstract della tesi
Da diversi anni ItaliaAdozioni pubblica periodicamente articoli a cura di laureati o laureandi che trattano nelle loro tesi di laurea, master o dottorato i temi a noi cari. Scopri tutte le tesi pubblicate.




Molto bello e anche commovente ed è vero che le adozioni sono due rette parallele che si incontrano