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21 Luglio, 2024

Adozione piena, mite e aperta

Quali sono le differenze tra adozione piena, mite e aperta? Quali domande suscita l'applicazione dell'adozione aperta? Alcune riflessioni
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Il nostro ordinamento prevede espressamente che occorre preservare, ove possibile, il diritto del minore a mantenere un rapporto con la famiglia di origine. A questo proposito dallo scorso anno, è possibile che il giudice, per la particolare situazione familiare di un minore, opti per l’adozione c.d. aperta. In questo articolo condividiamo alcune riflessioni utili per confrontarsi, data la confusione che può generare la differenza tra adozione piena, mite e aperta.

Innanzitutto occorre partire dalle definizioni, che dicono le differenze tra adozione piena, mite e aperta. È importante chiarire che adozione mite e adozione aperta non sono termini intercambiabili. Si tratta di due forme di adozione che hanno presupposti diversi fra loro, ma che hanno in comune la possibilità di mantenere i rapporti fra il minore adottato e la famiglia d’origine, che sono, invece, recisi nell’adozione piena.

ADOZIONE PIENA

Il minore è in stato di abbandono morale e materiale non a carattere temporaneo. Viene dichiarato quindi adottabile. Cessano i rapporti con la famiglia d’origine sia giuridici, che personali e affettivi e si cerca per lui la migliore famiglia tra quelle disponibili.

ADOZIONE MITE

Il minore è in stato di semi abbandono morale e materiale, quindi non si recidono i legami giuridici. Avviene in casi particolari e norma per lo più situazioni già in essere. Ad esempio dopo alcuni anni di affidamento, se la famiglia biologica non è in grado di accogliere nuovamente il proprio figlio, ma rimane comunque affettivamente presente, alcuni tribunali preferiscono dare certezza giuridica alla situazione del minore, procedendo con la c.d. “adozione mite”. L’adozione mite fa riferimento all’articolo 44 – Adozione in casi particolari- comma d.

ADOZIONE APERTA

L’adozione aperta persegue l’obiettivo di mantenere i rapporti con la famiglia d’origine, pur confermando la condizione di adozione legittimante. Cessano, quindi, i rapporti giuridici con la famiglia d’origine, ma NON quelli affettivi e personali, se positivi e significativi per il minore, che il potere pubblico deve mantenere e tutelare, perchè fanno parte della sua identità. E’ nell’interesse del minore mantenere i rapporti con un soggetto “che non soltanto non è responsabile dello stato di abbandono, ma è stato spesso l’unico sostegno morale del minore nella condivisione del trauma costituito dalla mancanza di assistenza morale e materiale” facendo riferimento a sorelle o fratelli, ma anche a nonni o altri familiari. 

Questi istituti sono nati proprio dalla necessità, all’interno dei Tribunali per i Minorenni, di far fronte all’esigenza di trovare differenti soluzioni, in nome del possibile mantenimento delle relazioni personali, ove ritenute positive e sempre tenendo conto del superiore interesse del minore. Spetta al Giudice optare per l’una o l’altra tipologia di progetto e ai servizi come strutturare nel tempo i rapporti tra il minore, la famiglia adottiva e la famiglia d’origine. Indubbiamente le coppie che oggi danno la propria disponibilità all’adozione dovranno essere ben preparate a questa nuova apertura, che potrà esser loro proposta.

All’interno del “mondo che vive l’adozione” in merito ci sono pareri favorevoli e contrari. Il tema è controverso e porta alcuni ad assumere posizioni radicalmente schierate contro o a favore dell’apertura: coloro che si dicono favorevoli la considerano un fenomeno che non può essere fermato, ancor più oggi (i minori adottabili sono sempre più grandi con legami consolidati, i social network connettono il mondo, etc.), mentre coloro che si dichiarano contrari sostengono che l’adozione aperta è un attacco al cuore, all’essenza stessa dell’adozione, se non addirittura una rivalutazione della forza indiscussa del legame di sangue.

All’interno della nostra Associazione ci siamo posti alcune domande sull’applicazione dell’adozione aperta, che volentieri condividiamo per un confronto proficuo, in attesa delle risposte. Risposte che arriveranno concretamente solo nel tempo.

Le forze dei servizi sociali possono organizzare e sostenere le modalità e l’intensità dei contatti tra famiglia adottiva e biologica? Riescono a garantire un’attività di questo tipo seguendo la crescita del minore, le sue necessità e trasformazioni nel tempo?

I genitori adottivi e i familiari di nascita possono avere aspettative differenti su quanto e come debba avvenire la frequentazione. Come si stabiliscono i contatti? Sono previste modifiche del provvedimento in base alla crescita del minore e agli eventi della vita delle persone coinvolte? Se si verificasse l’inadempimento dei contatti come si procede? E se il provvedimento passa in giudicato, come si procede?

Il minore potrà acconsentire o meno all’adozione aperta, visto il diritto del minore ad esprimere la propria opinione°?

La condizione degli affidatari è diversa da quella di una coppia che accoglie un minore dichiarato adottabile. Chi si rende disponibile ad accogliere un minore in affidamento aderisce ad un progetto che per la sua buona riuscita, implica il non nutrire aspettative adottive. Non si rischia che diventi una scorciatoia per chi aspira ad “adozioni più facili”?

L’affido familiare “scivolerà” nell’adozione aperta? 

Queste sono alcune domande che abbiamo condiviso nel primo incontro di formazione interna della nostra Associazione, consapevoli che ne sorgeranno altre lungo il cammino di approfondimento su questi temi.

Barbara Confortini e Francesca Giuli, volontarie di ItaliaAdozioni

  • Secondo la legge, il minore di anni 12 compiuti può essere ascoltato dal Giudice. Mentre per il minore prossimo ai 12 anni o di età inferiore, il Giudice dovrà effettuare una valutazione del suo grado di maturità.

3 Commenti

  1. Simona

    E per le adozioni internazionali?

    Rispondi
    • Ivana Lazzarini

      Gentile Simona,
      come espresso nell’articolo, qui si tratta del nostro ordinamento italiano e quindi di adozione nazionale. Per quanto riguarda l’adozione internazionale, ogni Stato estero ha le proprie leggi, che la regolamentano.

      Rispondi
  2. Elisa

    Adozione mite. Il minore mantiene legami giuridici con la famiglia di origine.
    In caso di morte dei genitori adottivi e della persona adottata tutto il patrimonio passa alla famiglia biologica. È una cosa assurda. È assurdo chiedere a due genitori di fare questa scelta considerando che l’azione mite ormai è diffusissima e non un’eccezione.
    Dovreste come associazione fare in modo che cambi questa legge assurda.

    Rispondi

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