
Il passato è un tesoro che va conservato, rivisitato, trattenuto nella memoria, talvolta restaurato, per riuscire a vivere il presente con equilibrio. La sollecitazione di alcuni noti psichiatri a troncare col passato per stare bene con se stessi e con gli altri, rimane, a mio avviso, una delle dichiarazioni più sbagliate, per non dire controproducenti, che siano mai state dette o scritte.
Il passato, che la cultura attuale, derivante da una forte propensione all’individualismo, considera negativo, disturbante e da cancellare definitivamente, è in realtà un ricettacolo ricchissimo e dalla profonda valenza nutritiva che al contrario andrebbe coltivato, attraversato e compreso. Per vivere consapevolmente la propria epoca è necessario conoscere la storia, ovvero il passato. senza la storia non può esservi un presente sociale, artistico, culturale, antropologico, consapevole. Questo lo sanno molto bene i ricercatori che hanno bisogno delle fonti per risalire alla conoscenza di un fenomeno, quelle fonti che io stessa ho desiderato e continuo a indagare.
Io sono una scrittrice professionista da molti anni, non a caso tocco sempre temi sociali, poiché l’esperienza dell’abbandono, del disamore, della disistima, è viva nel mio passato, quel passato che qualcuno invita a dimenticare. Fa male, è vero, è doloroso, però non si diventa forti arginando la sofferenza, ma comprendendola.
Da figlia adottiva quale io stessa sono, cresciuta in collegio fino a sei anni e poi trapiantata a Fabriano nella nuova famiglia, non posso non interessarmi allo studio di questo argomento e considerarlo dal punto di vista dell’adulto che porta con sé le cicatrici e le incompiutezze di tale esperienza. Soltanto i bambini meritano attenzione? e quei bambini una volta cresciuti, necessitano ancora di cure? Ho deciso quindi di indagare gli effetti a lungo termine delle adozioni per la mia tesi di ricerca magistrale*.
Ho a questo riguardo stilato un questionario da sottoporre ai figli adottivi divenuti adulti, gli over trenta, ma date le difficoltà nel convincere i figli adottivi ad aprirsi e a fidarsi della mia indagine, ho acconsentito che a compilarlo potessero essere anche ragazzi più giovani, dai venticinquenni. Il questionario è compilabile in forma anonima, poiché a me interessano i contenuti e non necessariamente i nomi dei figli adottivi e va restituito compilato via mail a cloben71@gmail.com con la scritta in oggetto: “questionario adozione”:
Questa ricerca ha bisogno di empatia, di compartecipazione, di solidarietà, affinché determinati errori, silenzi, omissioni, trovino una voce aperta, libera, sincera, utile ad altre persone.
Ho chiesto aiuto a ItaliaAdozioni, confidando di essere raggiunta da persone determinate come me, desiderose di cambiamento e di crescita come lo sono io, pena la forza di riattraversare i corridoi di episodi che ci hanno ferito, ma che possiamo sublimare in arte, in bellezza, in ricerca, in amore per noi stessi e per gli altri.
Eleonora Giovannini
* Tesi: Gli effetti a lungo termine dell’adozione.
Relatore: Professor Massimiliano Stramaglia
Laurea magistrale in Scienze pedagogiche delle disabilità. Università di Macerata.
Se nella tua tesi di laurea hai trattato argomenti quali adozione o affido invia l’abstract a redazione@italiaadozioni.it.
Saremo ben lieti di valorizzare la tua ricerca. e di diffonderla tra operatori e famiglie che hanno a cuore questi temi.




0 commenti