
Una guida per farsi spazio nella giungla normativa sui congedi e permessi dei genitori adottivi e affidatari. L’ha creata ItaliAdozioni. La presentazione il 25 settembre, in Senato.
Un concreto vademecum per fare chiarezza nella giungla delle norme esistenti che regolano i congedi per genitori adottivi e affidatari.
È stata presentata il 25 settembre, nel corso di un convegno dedicato al tema presso la sala Isma del Senato della Repubblica, la guida operativa dell’Associazione ItaliAdozioni, presieduta da Ivana Lazzarini.
In apertura della mattinata, Lazzarini ha focalizzato l’attenzione sulla mancanza di tutele omogenee per genitori adottivi e affidatari e sui cambiamenti che si rendono necessari: “Uso volutamente la parola necessari, perché nell’adozione e nell’affido il tempo per fare famiglia è una delle priorità. È, appunto, necessario. Tra genitori adottivi o affidatari e figli inizia una relazione che deve essere costruita, perché, nel tempo, nasca la famiglia. Si tratta di un processo complesso, che richiede tempo, presenza e cura, fattori imprescindibili per costruire progressivamente fiducia, appartenenza, responsabilità e riconoscimento reciproco”.
“Le norme sui congedi – continua- rappresentano vere e proprie politiche di investimento nelle relazioni familiari.
La normativa scandisce il tempo in giorni, mesi e ore. Ma noi tutti sappiamo che il significato di questo tempo va ben oltre la sua dimensione quantitativa. Quando un’organizzazione sostiene la conciliazione tra responsabilità familiari e responsabilità professionali, non produce soltanto benefici per i propri dipendenti e le loro famiglie, ma contribuisce a creare le condizioni affinché la famiglia possa generare beni relazionali che, diffondendosi nella società, rafforzano la coesione sociale e il bene comune. In questa prospettiva, i congedi non dovrebbero essere interpretati semplicemente come periodi di sospensione dell’attività lavorativa o come un costo per la collettività, perché fiducia, reciprocità, solidarietà, responsabilità e cura rappresentano beni che costituiscono una risorsa per l’intera società”.
Da qui l’esigenza dell’associazione di creare una guida che potesse rendere più chiari ai genitori adottivi ed affidatari e ai datori di lavoro i diritti esistenti, offrendo una “visione sistematica, ma anche più ampia delle politiche familiari, perché fondata sulla corresponsabilità tra istituzioni, imprese e famiglie nella promozione del bene comune”. La guida è stata presentata nel dettaglio da Daniela Pazienza. “Prevede, anzitutto, una panoramica generale sullo stato dell’arte dei congedi e dei permessi. Poi entra nel dettaglio dei diritti spettanti ai lavoratori dipendenti – con le opportune distinzioni tra i dipendenti del settore pubblico e del settore privato e ai lavoratori in libera professione”. Non mancano alcune FAQ e approfondimenti specifici sulla storia dei permessi lavorativi dal 1902 ad oggi, passando per l’affido familiare, il collocamento provvisorio e/o affidamento preadottivo ed il congedo di maternità nell’adozione nazionale.
Per ottenere il vademecum è necessario scrivere una mail a italiaadozioni@gmail.com.
Plauso per l’attività di sensibilizzazione a tutti i livelli condotta da ItaliAdozioni da parte della senatrice del Partito Democratico Simona Malpezzi e dal ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maria Calderone. “Questo contributo – ha sottolineato Malpezzi, vicepresidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza – è un aiuto concreto ad orientarsi in un panorama di norme spesso confuso. E la politica deve continuare a fare la propria parte per abbattere ostacoli ed assicurare parità”.
Moderati dalla giornalista Gaia De Scalzi, i relatori si sono fatti largo in una giungla di norme, non prima di aver chiarito il valore sociale, prima che giuridico, dell’istituto dell’adozione. A questo ci ha pensato Rosa Rosnati, professoressa ordinaria di psicologia sociale dell’Università Cattolica. “L’adozione mette in evidenza il valore fondamentale e insostituibile delle relazioni familiari per lo sviluppo umano. Le ricerche scientifiche mostrano infatti come la presenza di legami affettivi stabili costituisca un bisogno essenziale della persona e che la famiglia rappresenta l’unico contesto in grado di soddisfarlo.
L’inserimento nella famiglia adottiva e affidataria favorisce rilevanti processi di recupero e crescita sia dal punto di vista fisico, che cognitivo e relazionale. Possiamo parlare di un vero e proprio “effetto famiglia”. La riuscita dell’adozione non può essere valutata sulla base dell’adattamento o della presenza o assenza di problemi comportamentali, ma attraverso la costruzione di una solida appartenenza familiare. Tali processi richiedono tuttavia un arco temporale dilatato che va ben oltre l’anno di affido preadottivo. Accanto ai fattori familiari, risultano determinanti anche quelli sociali: discriminazione, bullismo e difficoltà di integrazione possono influire negativamente sul benessere dei minori adottati. L’adozione rappresenta infatti una forma di generatività sociale, poiché produce beni relazionali e capitale sociale. Per questo le politiche pubbliche e il mondo del lavoro sono chiamati a sostenere concretamente le famiglie adottive e affidatarie, riconoscendo che il tempo dedicato alla costruzione dei legami familiari non rappresenta un costo per la collettività, bensì un investimento nel capitale relazionale a beneficio l’intera comunità”.
L’avvocato Francesco Rusconi, esperto del diritto del lavoro e volontario dell’associazione, ha illustrato “un quadro normativo ormai consolidato. Tuttavia, i casi concreti che vengono quotidianamente portati all’attenzione di ItaliaAdozioni danno conto del fatto che la disciplina vigente abbia ancora delle evidenti lacune e dei punti critici che richiedono interventi correttivi, in particolare per quel che concerne la disciplina dei congedi di maternità e paternità, del divieto di licenziamento della madre adottiva e dei congedi per la malattia del figlio”.
Maria Sciarrino, Direttore centrale ammortizzatori sociali dell’Inps, ha dato voce alla strategia dell’Inps, anche ponendo l’accento sulla necessità di costituire collaborazioni e reti di sostegno, quale quella già in essere proprio con ItaliAdozioni. All’orizzonte quattro progetti innovativi, allo scopo di ridisegnare i servizi per i congedi all’insegna di più trasparenza e meno frammentazione: la creazione di un portale unico per le famiglie con particolare attenzione ad adozione e affidamento, contatori chiari che mostrino periodi di congedo richiesti e accolti per ogni figlio, con o senza indennità, pratiche visibili a cittadini, patronati e contact center e servizi proattivi: interoperabilità e dati suggeriscono prestazioni potenzialmente spettanti e riducono gli adempimenti. “Semplificare l’accesso evita che un diritto resti solo formale”.
Nel porre l’attenzione sui bisogni emergenti in particolare dei minori, Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e la famiglia, ha fatto emergere un dato su cui una riflessione si rende necessaria: mentre le adozioni nazionali sono rimaste nel tempo sostanzialmente stabili, si è passati da 1096 nel 2001 a 1072 nel 2025, si è registrato un calo drastico delle adozioni internazionali, da 3915 nel 2001 a 527 nel 2025. Gli affidi si aggirano attorno a 15 mila casi l’anno.
In chiusura voce alle aziende che hanno deciso di collaborare con ItaliAdozioni, sensibilizzando i dipendenti sui temi dell’adozione e dell’affido. IBM e Industrie De Nora Spa hanno illustrato alcune best practices adottate al loro interno.
In particolare, Flavia Gasbarri, Human Resources IBM, ha dato conto di un lungo percorso e di una concreta strategia di inclusione. IBM, con l’obiettivo di supportare i neogenitori offre un mese aggiuntivo di congedo maternità/paternità obbligatorio e retribuito al 100 per cento dall’azienda. Ne beneficiano tutte le dipendenti che diventano madri e i padri in caso di morte della madre. Al padre vengono concessi 10 giorni in più di congedo di paternità obbligatorio retribuiti al 100 per cento. Il Gruppo De Nora, per voce di Paola Achilli, Corporate Heritage, Community Engagement & Partnerships, ha illustrato la policy aziendale dedicata in caso di adozione, affido e PMA e così definita anche grazie alla collaborazione attuata con ItaliAdozioni.
Offre più tempo, più flessibilità, più sostegno e maggiore accompagnamento. In sostanza, in aggiunta alle misure di sostegno alla genitorialità, assicurate a tutti i genitori (fino a 5 cinque mesi di smart working, permesso retribuito annuo, 10 giorni per il secondo genitore e part time temporaneo), De Nora garantisce fino a due mesi di permessi retribuiti aggiuntivi, fino a tre mesi di smartworking anche continuativi, un contributo aziendale una tantum di mille euro lordi, supporto psicologico genitoriale accessibile in qualsiasi momento.
ItaliaAdozioni ha offerto una mattinata ricca di contributi per fare ordine e guardare insieme e con maggiore slancio ad un futuro davvero più equo, in tutti i contesti di vita. Una tappa importante di un percorso di sensibilizzazione che cerca di coinvolgere diversi target di popolazione: privati, adulti, minori, scuole e aziende.
Perché la cultura dell’adozione e dell’affido è tale, solo se condivisa.
ItaliaAdozioni







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