Adozioni in Cina: la nostra storia
Mi chiamo Luisa Bertolotti e questa è la storia della nostra seconda adozione……ancora “in itinere”.
Dopo 4 anni di attesa per l’abbinamento, a gennaio 2020, riceviamo la tanto desiderata telefonata da parte del nostro ente, che ci comunica che una bambina di 5 anni e mezzo, della provincia di Jiangxi è stata abbinata alla nostra famiglia.
Gioia immensa che ha spazzato via in pochi minuti tutta la fatica di quei lunghi anni di attesa.
La pandemia e il blocco
La nostra partenza era prevista ad aprile 2020, ma la pandemia ha stroncato come uno tsunami tutta quella gioia e progettualità da poco rinate con l’abbinamento.
Da allora ci siamo ritrovati in un tunnel di buio ed incertezze. Notizie dei bambini abbinati, sempre meno e da un anno il silenzio più totale. Questo è davvero troppo.
Dal 2020 nulla si è mosso
Ricevevamo due o tre aggiornamenti all’anno. Una o due foto e le misure di crescita. Da un anno nessuna notizia. Il CCCWA ( China Centre for Children’s Welfare and Adoption – Autorità Centrale cinese per le adozioni internazionali) ha sollevato gli istituti dall’incombenza di aggiornare le schede dei bambini, perché troppo oberati in quanto sottostrutturati a causa del Covid.
Noi 30 famiglie italiane già abbinate ai nostri figli, ci siamo sostenute e motivate anche quando il silenzio da parte di tutti gli interlocutori era diventato assordante.
Ci sono famiglie che come noi hanno vista bloccata la loro seconda adozione, quindi oltre a gestire la nostra attesa di genitori, dobbiamo farci carico della parte emotiva dei nostri figli, che con grande dolore non riescono ad essere fratelli e sanno che lontano, c’è chi cresce in un istituto senza le amorevoli cure ed attenzioni, che solo una famiglia sa e può dare.
Coinvolta la CAI e i politici di riferimento
Abbiamo coinvolto tutti, la Cai Commissione per le Adozioni Internazionali (dottor Starita), alcuni ministri e parlamentari (d.ssa Bonetti e d.ssa Quartapelle), gli Enti autorizzati, interloquendo con loro, cercando e proponendo soluzioni, ma continuiamo a vagare nel nostro tunnel.
Abbiamo cercato di essere tra i primi a vaccinarci per tranquillizzare i referenti cinesi per una nostra eventuale entrata nel loro Paese. Eravamo disposti ad accettare richieste di quarantene più lunghe, pur di partire.
Nulla ha contribuito ad ammorbidire le restrittive e rigidissime regole cinesi. Grazie all’aiuto di alcuni giornalisti e conduttori telvisivi abbiamo potuto sensibilizzare l’opinione pubblica tramite interviste e articoli su giornali, ma non basta, abbiamo bisogno del nostro governo, del suo pieno sostegno, affinché possa comprendere le reali intenzioni del governo cinese riguardo a queste adozioni “in sospeso”.
Proprio per questo è stata indetta una manifestazione per il giorno 11 gennaio a Roma in cui chiederemo maggiore attenzione e risposte concrete in merito alle interlocuzioni tra Italia e Cina.
Chiederemo anche di avere notizie dei bambini abbinati ricordando che essendo “Special needs” necessitano di cure specifiche e che spesso gli istituti non sono in grado di poterli curare.
La nostra bambina a marzo 2023 compirà 9 anni, ci è stata abbinata all’età di 5 anni e mezzo, quanto tempo prezioso perso…
Ci auguriamo di avere presto sue notizie e speriamo che la Cina ci conceda visti speciali per entrare nel Paese e per terminare questo lungo e tortuoso percorso che dovrebbe avere, per tutti, come fulcro e motore il bene e la salvaguardia dei diritti dei minori.
Aiutateci a portarli a casa!
Luisa Bertolotti

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