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07 Giugno, 2026

Adozioni Internazionali: guida alla salute per i viaggiatori della genitorialità

La sentenza 33/2025 rende il tema delle adozioni internazionali di grande attualità e riporta in primo piano la corretta preparazione sanitaria prima di affrontare il viaggio.
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Il 2025 ha segnato un punto di svolta epocale per il diritto di famiglia in Italia. Con la storica sentenza n. 33/2025 della Corte Costituzionale, l’adozione internazionale è stata pienamente aperta anche ai single. Questa evoluzione normativa può ampliare significativamente il numero di cittadini che si apprestano a intraprendere viaggi per l’adozione.

Tuttavia, oltre alle complessità legali e burocratiche, l’adozione internazionale richiede una preparazione sanitaria meticolosa. Per un genitore (sia esso parte di una coppia o single), recarsi in Paesi con profili epidemiologici distanti dal nostro non è un semplice viaggio: è l’inizio di una presa in carico sanitaria che coinvolge l’intero nucleo familiare.

La “bussola” istituzionale: Viaggiare Sicuri

Il primo passo per ogni aspirante genitore è la consultazione del portale Viaggiare Sicuri, servizio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) .

I viaggiatori che intendano visitare determinate regioni in uno o più Paesi in via di sviluppo devono recarsi in un ambulatorio di Medicina del Viaggiatore o consultare il proprio medico curante prima del viaggio. Questo consulto deve aver luogo almeno 4-6 settimane prima della partenza, in particolar modo se si tratta di un viaggio di lunga durata. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni anamnestiche circa i più importanti fattori di rischio, indicherà quali sono le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria. Un consulto medico specialistico è particolarmente raccomandato ai viaggiatori con problemi medici pre-esistenti al fine di garantire e tutelare la salute durante il viaggio.

Questo strumento, raccomandato esplicitamente dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per chi intraprende viaggi all’estero, fornisce schede Paese costantemente aggiornate su rischi sanitari, obblighi vaccinali e situazioni di emergenza locale ( https://www.epicentro.iss.it/viaggiatori/ ).

Il “Gold Standard”: il CDC Yellow Book 2026

Per chi cerca una precisione scientifica di massimo livello, il punto di riferimento internazionale rimane il CDC Yellow Book 2026 (Health Information for International Travel). Il capitolo dedicato all’International Adoption (curato da P. Logan e S. Roy) offre linee guida fondamentali per la fase pre-partenza e post-arrivo .

Secondo il CDC (Center of Disease Control and Prevention ), la visita medica pre-travel deve avvenire almeno 4-6 settimane prima della partenza. Per i genitori single, in particolare, la gestione della propria salute è prioritaria: contrarre una patologia invalidante in un Paese lontano, senza un partner di supporto immediato, può complicare le procedure di affidamento.

Le raccomandazioni del Yellow Book 2026 si articolano su tre pilastri:

  1. Protezione del genitore: Oltre alle vaccinazioni di routine (DTP Difterite Tetano Pertosse, MPR Morbillo Parotite Rosolia) e per il COVID 19, sono spesso raccomandate quelle per l’Epatite A e B, la febbre tifoide e, a seconda dell’area, la profilassi antimalarica.
  2. Valutazione della documentazione medica del bambino: Il CDC suggerisce di sottoporre i referti clinici del minore (spesso incompleti o tradotti in modo approssimativo) a un pediatra specializzato in adozioni internazionali prima del viaggio.
  3. Screening post-arrivo: Una volta rientrati in Italia, il bambino deve essere sottoposto a screening sistematici per parassitosi intestinali, tubercolosi (test IGRA), epatiti virali e HIV, oltre a una valutazione dello stato nutrizionale e dello sviluppo neuro-cognitivo.

Sfide sanitarie specifiche e diagnostica

Dal punto di vista clinico, molti bambini provenienti da contesti di istituzionalizzazione presentano le cosiddette Class A conditions (patologie infettive di rilevanza pubblica) o carenze micro-nutrizionali croniche. Il CDC 2026 pone un’enfasi particolare sullo screening dell’anemia sideropenica (da carenza di ferro) e sulle carenze di vitamina D, comuni nei bambini che hanno vissuto in orfanotrofio.

Non meno importante è l’aspetto psicologico: il “trauma del viaggio” e il cambiamento radicale di ambiente possono manifestarsi con sintomi psicosomatici. La preparazione del genitore deve quindi includere anche nozioni di “trauma-informed care”, per distinguere tra una patologia organica e una reazione adattativa allo stress.

Conclusioni

L’apertura alle adozioni per i single è una conquista di civiltà che richiede, di riflesso, una maggiore responsabilità individuale nella preparazione sanitaria. Informarsi attraverso fonti autorevoli come il CDC e i portali istituzionali italiani non è solo un obbligo burocratico, ma il primo atto di cura verso il proprio figlio. Un genitore informato è un genitore capace di accogliere non solo una nuova vita, ma anche le sfide di salute che essa può portare con sé, trasformandole in un percorso di guarigione e crescita condivisa.

Patrizia Serra

Master’s degree in Pharmacy, Master’s in Scientific Communication, Medical Writer and much more

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