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nel cuore dell'attesa
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28 Agosto, 2022

Aspettiamo il secondo bambino in adozione

Adottare un secondo bambino significa mettersi in gioco, attendere un figlio e trovare nuovi equilibri familiari
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attesa secondo bambino

Quando una coppia decide di adottare un secondo bambino, sceglie di farlo perché ogni minore ha il diritto di avere una famiglia. Avere un figlio non è un diritto dei genitori.

Che succede se una coppia sceglie di procedere con una seconda domanda di adozione?

Le motivazioni che spingono una coppia ad adottare nuovamente sono tante: il desiderio di avere più figli o di voler dare un fratellino o una sorellina al primo figlio oppure semplicemente perché la precedente adozione è stata un’esperienza fantastica e vorrebbero ripeterla.

I miei genitori hanno deciso adottare me dopo mio fratello perché volevano che lui avesse una sorellina e perché sentivano che potevano donare amore ad un altro bambino che non aveva una famiglia.

Se pensate che sia più semplice adottare un secondo bambino per una coppia che già ne ha adottato uno, non è così. Gli ostacoli burocratici rimangono gli stessi e anche più complessi, l’attesa sarà straziante comunque e le emozioni saranno diverse, perché ogni bambino ha una sua identità, ha la sua storia e anche il percorso di adozione fa parte della sua storia ed è diverso da caso a caso.

Anche una seconda gravidanza è diversa dalla prima, è vero, ma la maggior parte delle persone affermano che, avendo già conosciuto il percorso, non è poi così diverso. Invece, per un’adozione è ben diverso, anche se l’iter burocratico rimane lo stesso.

I miei genitori hanno dovuto faticare per avermi. Hanno faticato tanto. L’attesa è stata ancora più lunga e straziante.

Se il mondo rema contro serve tenacia

Tutte le persone che avevano attorno dicevano loro che si stavano illudendo, ma loro, testardi, hanno continuato le pratiche. Non è semplice vivere in un mondo che invece di incoraggiarti ti taglia le ali,  ma è proprio in questi casi che si vede la forza, la determinazione, la voglia di voler diventare genitori. Si vedono queste caratteristiche quando il mondo ti rema contro e bisogna lottare ancora di più senza ascoltare ciò che dicono gli altri.

Una seconda domanda, una seconda attesa, i dubbi e le incertezze possono sembrare pura follia per le persone che non conoscono l’adozione, ma i genitori che hanno già adottato, invece, sono abituati fin da subito a lottare per i diritti del proprio figlio, dato che che un figlio esiste dal momento in cui dicono che c’è un bambino e non solo quando si sente il battito del suo cuore.

La seconda adozione è complessa, bisogna tenere in considerazione tanti aspetti, anche un eventuale figlio che purtroppo non arriverà.

Un nuovo equilibrio familiare

Al primo figlio bisognerà dire con parole adatte che arriverà un fratellino o una sorellina, e ciò potrebbe far mettere in crisi l’equilibrio instaurato fino a quel momento. Per questo motivo, prima dell’arrivo del secondo figlio, la coppia ha il compito di rassicurare il primo figlio, accogliere le sue paure e spiegargli come cambierà la sua vita.

I miei genitori non hanno mai avuto nessun dubbio sulla seconda adozione. Nessuna parola di troppo detta da qualche estraneo ha fatto cambiare la loro idea. Hanno deciso di intraprendere un lungo percorso e alla fine ce l’hanno fatta.

I miei hanno presentato la domanda di adozione nel settembre del 1995, e calcolando che io sono nata a marzo del 1997 e sono stata adottata a giugno, è trascorso un po’ più di tempo rispetto ai canonici 9 mesi, no? L’idoneità è stata data loro il 4 ottobre del 1996, e a solo a due settimane dalla scadenza della domanda, quando la speranza iniziava a vacillare, nel giugno del 1997 ho potuto finalmente abbracciare i miei genitori.

Io vengo dal Laos, un paese del Sud Est Asiatico. Mio fratello che ha tre anni più di me, viene dal Camerun. Siamo due mondi opposti che si incontrano.

Non è stato traumatico per lui accettarmi nella sua vita, forse è stato un po’ complicato accettare la nostra non somiglianza. Il colore della sua pelle è diverso dalla mia, i miei occhi sono a mandorla e i suoi no, i suoi capelli sono ricci e miei lisci come degli spaghetti, lui è imponente, ha una costituzione massiccia mentre io sono piccolina e mingherlina. Siamo così diversi fisicamente che quando i nostri genitori hanno adottato lui a un mese, pesava quanto me quando ho compiuto un anno!

Esteticamente non ci somigliamo affatto e neppure caratterialmente in realtà. Lui ha un carattere spigliato, socievole, è egocentrico, simpatico, parla sempre; al contrario io sono molto riservata, silenziosa, ho un carattere spigoloso e sto sempre un po’ in disparte. Però abbiamo un pezzo di storia che ci lega: siamo stati entrambi adottati. Siamo legati da questo filo che nessuno potrà mai tagliare. Come tutti i fratelli, litighiamo, bisticciamo, non ci parliamo se siamo arrabbiati, ma siamo anche tanto complici. Ci capiamo con uno sguardo. C’è quella complicità che esiste solo tra fratelli.

Siamo come tutti i fratelli del mondo, non ci è mai importato del nostro DNA diverso, noi siamo legati dal gesto d’amore più grande che esista: l’adozione.

Francesca Motta

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