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02 Febbraio, 2025

Bambini adottati: un appello alla scuola

Dopo un'adozione "impossibile" l'incontro con la scuola, alla ricerca di professionisti piรน preparati ed inclusivi
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insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido
Tortuosi percorsi di adozione vissuti da piรน Paesi

Sono Guia, mamma adottiva dei miei due figli.

Io e mio marito abbiamo vissuto quasi venti anni in Inghilterra dove, undici anni fa, abbiamo adottato il nostro primogenito. Fu unโ€™adozione semplice e molto veloce. Infatti, dallโ€™inizio del processo a quando incontrammo nostro figlio, passรฒ meno di un anno.

Poi, nel 2016, il Regno Unito votรฒ per uscire dallโ€™Europa e davanti ad un futuro incerto, soprattutto per nostro figlio come cittadino italiano allโ€™estero, iniziammo a ponderare la possibilitร  di tornare in Italia.

I genitori biologici di nostro figlio erano ancora molto giovani, ed era ragionevole pensare che in futuro avrebbero potuto avere altri figli, e che, come successo in precedenza, non sarebbero stati in grado di prendersi cura di loro.  Anche se ci sarebbe piaciuto dare un fratello o una sorella a nostro figlio ed allargare la nostra famiglia, era chiaro che se avessimo deciso di tornare in Italia, avremmo rinunciato alla possibilitร  di adottare nuovamente dallโ€™Inghilterra. Ce ne facemmo una ragione e nel 2018 tornammo a vivere in Italia.

Poi, un giorno, i servizi sociali inglesi ci telefonarono. Senza grossi preamboli, ci spiegarono che la sorella biologica di nostro figlio sarebbe nata da lรฌ a poco, e chiesero la nostra disponibilitร  ad adottarla. 

Rispondemmo immediatamente di sรฌ, senza neppure considerare il fatto che ormai non vivevamo piรน in in quel Paese, ma in Italia! 

Un’ adozione “impossibile”

Per quasi un anno lottammo contro la burocrazia italiana ed inglese. Le leggi di entrambi i Paesi permettono questo tipo di adozioni, sulla carta, ma nessuno sapeva come procedere: non cโ€™era nessun precedente legale, nรฉ un percorso chiaro da seguire.

Da un punto di vista legislativo, sia lโ€™Italia che il Regno Unito hanno firmato la Convenzione de L’Aja, che tra le altre cose, regola le adozioni tra i Paesi sottoscriventi. Ma praticamente non esiste nessun Ente Autorizzato che possa farsi carico della procedura di adozione, il che pone un ostacolo insormontabile allโ€™adozione internazionale.

Ci vollero 3 avvocati: uno in Italia, uno in Inghilterra, ed uno specializzato in adozioni โ€œimpossibiliโ€, come piaceva chiamarlo a noi. Nel 2021 nostra figlia finalmente arrivรฒ in Italia con una sentenza inglese chiamata Special Guardianship Order, simile ad un affido sine-die e valida anche sul territorio italiano.

Lโ€™inserimento in famiglia

Fin dal primo inserimento in famiglia, nostra figlia si รจ rivelata essere una bimba molto determinata e dal carattere forte. Aveva poco piรน di un anno. Era energica, sempre in movimento e con una grossa difficoltร  a focalizzare la propria attenzione, anche per periodi brevi. Soprattutto, era piena di rabbia. I primi mesi furono un susseguirsi di capricci, urla, pianti, giochi rotti e sonno disturbato.

Tutto ciรฒ non ci ha sorpreso, erano comportamenti giustificabili. Era una bambina nata e vissuta in lockdown a seguito di Covid. Aveva avuto poche occasioni di relazionarsi a persone al di fuori della famiglia affidataria, e non si era mai confrontata con bambini della sua etร .

Nellโ€™arco della sua breve vita aveva giร  cambiato 2 famiglie, era stata catapultata in una nuova nazione a vivere con persone pressochรฉ sconosciute, nel bel mezzo di un’etร  evolutiva delicata in cui si stanno ancora acquisendo le capacitร  relazionali ed emotive.

Io e mio marito ci siamo sempre detti che le serviva tempo, che doveva imparare a fidarsi di noi, e che un giorno la sua rabbia si sarebbe placata.

Il doloroso incontro-confronto con la scuola dell’infanzia

Poi cominciรฒ la scuola dell’infanzia e la situazione peggiorรฒ.

Nostra figlia era incapace di rapportarsi con i compagni, non riusciva a gestire le sue emozioni, aveva difficoltร  ad esprimersi e le mancava la concentrazione per affinare le sue capacitร . La rabbia travolgente ed incontrollabile che provava, faceva sรฌ che ogni giorno terminasse con graffi, giochi rotti, bambini morsicati, maestre stressate e nostra figlia completamente disregolata. 

Fin da subito, ci interfacciammo con le maestre della scuola materna. Volevamo creare un rapporto di collaborazione, e speravamo in consigli da loro che avevano maggiore esperienza di noi. Cercavamo spunti su come agire e come poter affrontare insieme la situazione. Eravamo convinti che nella loro esperienza pluriennale le maestre potessero attuare strategie di contenimento e gestione della rabbia di nostra figlia, e nel tempo aiutarla a riconoscere questo suo stato dโ€™animo e capire come affrontarlo. 

Ci siamo scontrati con un mondo non equipaggiato ad aiutarci, che di fronte alle oggettive difficoltร  di nostra figlia, ha optato per abbandonarla ed emarginarla.

Le conseguenze per lei sono state pesanti: ha cambiato tre asili in due anni, ci siamo sentiti costretti a tenerla a casa per periodi di tempo prolungati, รจ stata etichettata come una bambina cattiva, danneggiando cosรฌ la sua fragile autostima ed alimentando il suo disagio.

La ricerca di una scuola capace di accogliere le fragilitร  e di lavorare sull’autostima

Sono passati due anni e oggi, finalmente, mia figlia รจ inserita in una scuola capace di accoglierla con tutte le sue difficoltร  e fragilitร , che la sta aiutando a capire la sua rabbia e che sta lavorando sulla sua autostima.

Superare i danni creati dai due anni precedenti richiederร  perรฒ del tempo e tanto lavoro.

Nelle precedenti esperienze abbiamo incontrato maestre che non conoscevano e non capivano le problematiche legate allโ€™adozione, che non erano al corrente delle linee d’indirizzo ministeriali, o che, forse, decidevano semplicemente di ignorarle. Erano maestre che dicevano frasi come โ€œtanto era piccola e non si ricorda cosa le รจ successoโ€, oppure โ€œcon i bambini adottati non sai mai chi ti capitaโ€, quasi a voler sottintendere che la situazione era quella che era e non cโ€™era modo di migliorarla.

Piรน volte abbiamo insistito nel dire che era fondamentale trasmettere a nostra figlia un senso di appartenenza alla classe, farla sentire accettata, e darle un ruolo nel gruppo che potesse aiutarla a sentirsi bene con sรฉ stessa.

Invece mia figlia รจ stata messa spesso in castigo, lasciata da sola e allontanata dal gruppo classe. Nel poster delle ricompense le venivano assegnate quotidianamente faccine rosse ed arrabbiate. Non ha potuto partecipare alle recite scolastiche, alle gite, agli open day e alle letture in biblioteca. Tutto questo non ha fatto altro che rendere la sua rabbia ancora piรน intensa e, in qualche maniera, giustificata.

Insegnanti piรน formati e competenti per una scuola di supporto alle famiglie

Oggi, allโ€™etร  di 5 anni, a mia figlia รจ stata diagnosticata una Sindrome di Disregolazione Emotiva e di ADHD. รˆ una diagnosi a cui spesso si giunge tra gli 8 e i 10 anni, ma il suo comportamento รจ cosรฌ acuto da permettere una diagnosi precoce.ย 

La sua rabbia non รจ passata, ma adesso abbiamo alle spalle maestre e terapisti che la stanno aiutando a gestire questa sua forte e travolgente emozione.

Sarebbe stato possibile evitare anni di frustrazioni, ansie ed esperienze negative, sia per noi genitori che per nostra figlia, se solo qualcuno con piรน competenze avesse notato i chiari segnali. 

Come famiglia, ci siamo rivolti agli insegnanti per avere consigli, ed il risultato รจ stato inefficace.

Nonostante le tante esperienze negative, non abbiamo risentimento verso le maestre. Crediamo perรฒ che nella loro figura di educatori, gli insegnanti abbiano lโ€™opportunitร  di ricoprire un ruolo importante nel riconoscere i bambini piรน fragili, e di indirizzare le famiglie verso esperti che sappiano come aiutarli. 

Non abbiamo perso fiducia nella scuola, ma la vorremmo piรน preparata, piรน inclusiva e di supporto alle famiglie.


Guia Pesticcio Montenegro

mamma adottiva e autrice della storia illustrata Giacomino Bollicino Conquista le Bolle della Rabbia

2 Commenti

  1. Alessandra

    Sono una madre adottiva di un bambino che adesso ha 10 anni.
    Espulso da due asili (uno pubblico e uno privato) ha finalmente trovato pace e aiuto alle elementari, in una scuola pubblica dove semplicemente gli insegnanti avevano a cuore i bambini.
    Non รจ la preparazione, ma l’amore degli insegnanti che importa.
    Un insegnante che lavora da 20 anni coi bambini, se vuole, รจ giร  perfettamente in grado di occuparsi dei casi piรน difficili, di collaborare con la famiglia, di essere felice quando il bambino migliora.
    รˆ solo questione di averne voglia.

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  2. Simona

    Io ho perso fiducia completamente in alcuni insegnanti soprattutto quelli che pontificano e non si mettono mai in discussione. Poi una piccola parte sono davvero sopra la media competenti e giusti, perรฒ troppo pochi.

    Rispondi

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