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03 Dicembre, 2023

Bullismo

Per il colore della pelle, per la diversa etnia o per la propria storia personale alcuni figli adottivi sono stati vittima di bullismo
ItaliaAdozioni
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Il bullismo è un fenomeno in crescita, in primo luogo perché se ne è presa coscienza e, in secondo luogo, perché i genitori sempre più faticano a svolgere pienamente il proprio ruolo educativo. Di bullismo se ne è cominciato a parlare intorno agli anni ’60 negli Stati Uniti e in Europa – soprattutto in Norvegia- negli anni ’80.

Si tratta di uno scontro tra un individuo, in genere iper-protetto, che comanda i gregari, gli spettatori e una vittima.

Ovviamente si tratta di uno scontro impari, perché la vittima viene colpita nei sentimenti più profondi, innescando una serie di emozioni che bloccano la richiesta di aiuto, mentre il bullo ed i gregari provocano ed incalzano senza analizzare le proprie emozioni profonde.

Le varie forme di bullismo

La letteratura presenta diverse forme di bullismo:

Quest’ultimo comprende:

  • flamming: invio di messaggi violenti e volgari
  • harassment: molestie perpetuate verso una singola persona
  • cyberstalking: comportamenti aggressivi per far sentire insicura la vittima
  • denigration: divulgazione di notizie false
  • impersonation: appropriazione indebita dell’identità virtuale della vittima
  • trickery o outing: volontà premeditata di ingannare la vittima che prevede l’adescamento e la divulgazione di confidenze private
  • exclusion: esclusione intenzionale di un utente dal gruppo degli amici
  • happy slapping: dare uno schiaffo e mettere il filmato sulla rete
  • foto a sfondo erotico di un soggetto sfuggito ad una relazione insana

Le dinamiche psicologiche

Nei primi anni di vita, la relazione tra genitori e figli è fondamentale; dagli studi emerge che il bullo e i gregari sono soggetti cresciuti senza un giusto contenimento affettivo, lasciati allo sbando delle emozioni. Il bullo, facendo presa sulle parti fragili dei gregari, riesce a tenere in pugno la situazione.

La vittima è in genere un minore o un adolescente iper-protetto che non riesce a governare le situazioni; si vergogna di chiedere aiuto sia ai genitori che al corpo docente, arrivando talvolta all’autodistruzione e addirittura al suicidio.

Solo quando la vittima spezza queste dinamiche riesce ad interrompere la situazione ed intraprendere tutte le iniziative legali.

A differenza di quanto si possa immaginare, il soggetto su cui si deve lavorare maggiormente è il bullo, e non la vittima.

Il bullo, se non viene educato, ha un’alta probabilità di andare incontro a:

  • abuso di sostanze
  • disturbi dell’umore
  • problemi con la giustizia
  • sviluppo disturbo antisociale di personalità
  • difficoltà coniugale
  • disoccupazione

Tuttavia, anche la vittima necessita di un’attenta pianificazione educativa scuola – famiglia, per non rischiare di andare incontro a problematiche come:

  • sviluppo di bassa autostima
  • isolamento sociale
  • stati depressivi
  • disturbi comportamentali
  • disturbi del sonno e dell’appetito
  • disturbi somatici
  • suicidio

Da questo emerge come i gregari e i bulli abbiano prospettive future simili.

Il resto dei soggetti che compongono il gruppo vengono definiti spettatori e anche loro, anche se non direttamente coinvolti, possono andare incontro a problematiche come:

  • paure e stati d’ansia generalizzati
  • ridotte abilità pro-sociali
  • adozione di comportamenti aggressivi

Come recuperare la situazione

Come precedentemente accennato, vi sono forme diverse di bullismo e coinvolgono età differenti. In genere quello più comune interessa la fase preadolescenziale, mentre il cyberbullismo interessa l’adolescenza.

Quando i genitori o l’insegnante vengono informati, scatta un meccanismo di “recupero” per cui il Direttore scolastico coinvolge la Medicina Legale della ASL. Questa può avvalersi di personale proprio, come i consultori, o di associazioni educative ad essa collegate. Il loro compito è quello di studiare il caso ed intervenire con colloqui ai genitori ed alle classi coinvolte per spiegare e supportare tutti gli interessati.

Nel caso del cyberbullismo in genere interviene la polizia postale e sono previste sanzioni, oltre al coinvolgimento della ASL.

Manovre coercitive – come quelle messe in atto all’estero – che hanno previsto l’arresto del colpevole possono in realtà peggiorare il futuro del bullo e rendere il recupero non più possibile.

Per affrontare il tema del bullismo e del cyberbullismo, esistono corsi per insegnanti e anche per psicologi. La conoscenza di queste tematiche deve comunque far parte del bagaglio di un pediatra.

La preparazione, la conoscenza e il giusto approccio hanno anche come obiettivo quello di evitare situazioni estreme, come il suicidio della vittima, dovuto alla paura di farsi aiutare ed alla bassa autostima. Per un genitore risulta fondamentale imparare ad affrontare senza ansia gli eventuali cambiamenti di umore del figlio/a, cercare il dialogo e muoversi con decisione. Tutto questo può risultare però estremamente difficile.

Esperienza personale

In 40 anni di attività, ho diagnosticato forme di bullismo in varie situazioni, anche nei Pronto Soccorso, dove ho più volte spronato i genitori ad agire.

Tuttavia, l’esperienza che più mi ha arricchito è stata quella in una scuola in cui sono stata inviata dalla Medicina Legale, dopo una segnalazione del Dirigente. In quella circostanza, venni coadiuvata da una psicologa, in quanto a quel tempo avevo solo la specializzazione in pediatria.

La segnalazione era partita dall’insegnante.
La vittima era un bambino disabile e adottato ed erano presenti tutti gli attori che ho prima descritto: la vittima, il bullo e gli spettatori.

Per affrontare la situazione, mi sono documentata sull’essenza del bullismo scegliendo i libri adatti per la fascia d’età. Ho creato degli schemi che potessero essere comprensibili per bambini di 11 anni e ho tenuto lezioni sul bullismo per tutte e tre le classi di prima media.

Al termine del percorso l’insegnante ci ha ringraziato, condividendo la speranza di un cambiamento concreto. In seguito ho saputo che la classe ha lavorato sul bullo e sui gregari, riuscendo ad organizzare tutti insieme anche una recita.

Cristina Zacchè

Pediatra, Psicologa

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