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02 Giugno, 2024

Cercare le origini?

Convegni, incontri, viaggi di ritorno, testimonianze sulla ricerca delle origini. Linda ci ha scritto condividendo tante domande a riguardo.
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Carissima ItaliaAdozioni,

mi chiamo Linda, ho 29 anni, lavoro e convivo da qualche anno. Perchè ti racconto di me? Perchè mi sembra giusto presentarmi visto che io ti conosco da un po’. Ti ho incontrato su Instagram e mi sei piaciuta. Nel mondo che parla dell’adozione mi hai colpita e ti seguo da allora. Bene adesso ti dico perché ti scrivo.

Sono stata adottata quando ero piccola.

Quando incrocio la parola adozione mi fermo e leggo. Leggo tutto e penso.

Ho letto e pensato – tanto – ora ho maturato questa considerazione che voglio condividere.

In questi ultimi anni mi sembra si sia “spinto” tanto sulla ricerca delle origini: convegni, incontri, viaggi di ritorno, testimonianze, etc.

C’è chi dice che sia necessaria (alcuni figli), chi dice che sia utile (alcuni genitori), chi dice “ti accompagnamo noi” (gli enti), chi dice “vai preparato” (gli psicologi), chi dice “non ne sento il bisogno” (alcuni figli), chi dice “mi preoccupa” (alcuni genitori), oppure c’è chi chiede: perché si cerca? chi è che cerca e chi è che non cerca? e chi viene cercato? Ovviamente potrei continuare ancora questo elenco, perchè se ne parla in continuo e ognuno dice la sua.

MA, perchè c’è un MA, tutto questo parlarne, non è troppo? Mi spiego.

Penso a chi ne sa poco di adozione. Sentire tutta questa enfasi sulla ricerca delle origini non ci rema contro? Mi domando: cosa arriva a chi non conosce l’adozione che sente tutto questo? Beh, che il sangue chiama…..altro che adozione!

Mi spiego meglio: noi diciamo che la famiglia adottiva è famiglia. Punto.

Diciamo anche che l’amore non c’entra col DNA. Punto.

E tra noi ci capiamo benissimo e se parliamo di ricerca delle origini sappiamo tutte le implicazioni del caso.

Ma fuori dal nostro mondo? Che messaggio arriva?

Da quanto tempo si cerca di far cambiare quello che la gente pensa e dice sull’adozione? Quanta energia, quanto impegno, quante iniziative, sono state fatte e si fanno per riuscirci? Tantissime! Facciamo fatica a far capire l’adozione alla gente: ad esempio le persone ancora oggi parlano dei genitori VERI e intendono quelli che ti hanno fatto nascere.

Il rischio è di dare ragione a chi la pensa così, confermando che i veri genitori sono proprio quelli che cerchiamo da grandi. Questo è ciò che passiamo a chi è fuori dal nostro mondo, forse senza neanche rendercene conto. Io penso che tutti questi riflettori sulla ricerca, mostrano che chi è adottato torna all’origine: alla sua famiglia, al suo Paese, etc. Per gli occhi degli “esterni” la verità è presto detta: buon sangue non mente!

Certo noi sappiamo che ci sono tanti aspetti, ma chi è fuori cosa pensa? “Se la sua famiglia è questa, che bisogno ha di cercare l’altra?”, “Se lo fa è perché prima o poi il richiamo si fa sentire e cerca la VERA famiglia”, “Altro che adozione, prima o poi il sangue chiama!”. Se poi siamo gli stessi che parlano così tanto dell’importanza di cercare da dove si viene, alla fine è come se noi per primi un po’ gli dessimo ragione, no?

Agli occhi esterni non saremo mai una VERA famiglia, secondo me, anche per “colpa” nostra! Ci tiriamo la zappa sui piedi.

Ecco la mia considerazione, che spero sia un utile contributo a diffondere, come dite voi di ItaliaAdozioni, una corretta cultura dell’adozione. Cordialmente.

Linda

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