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25 Giugno, 2023

Congedi genitori adottivi ed affidatari

Una pratica guida sui congedi e sui permessi lavorativi per i genitori adottivi ed affidatari
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Come si calcolano i congedi parentali? Perché per il collocamento provvisorio sono previsti solo 3 mesi di congedo di maternità?”

Il congedo parentale può essere richiesto contemporaneamente, a ore, a giornate? L’azienda può non consentirti di farlo?

Per rispondere a queste e alle altre molte domande che frequentemente riceviamo su questa tematica, abbiamo deciso di realizzare una pratica guida con le indicazioni generali. Per ogni situazione lavorativa del singolo e della coppia occorre poi un’applicazione specifica e adeguata. La guida sarà sempre aggiornata con le eventuali novità legislative.

I genitori adottivi e affidatari lavoratori hanno gli stessi diritti dei genitori biologici, ma con una diversa applicazione delle norme, cioè una differente modalità di fruizione.

Il Decreto legislativo del 26 marzo 2001, n. 151Testo unico delle disposizioni in materia di tutela a sostegno della maternità e della paternità” è il riferimento normativo dedicato ai congedi e ai permessi lavorativi anche dei genitori adottivi e affidatari. Un testo in continua evoluzione, che segue i cambiamenti sociali e culturali riferiti alla cura dei figli, recependo tutte le novità normative che aggiornano i periodi a cui i genitori hanno diritto compresi i relativi trattamenti economici.

Il trattamento economico non differisce da quello dei genitori biologici comprese le previsioni dei singoli contratti collettivi nazionali di categoria, che possono essere migliorativi rispetto a quanto previsto dalle norme per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati.

Per le madri e i padri libere/i professioniste/i e le madri e i padri lavoratrici e lavoratori autonome/i sono previste specifiche indennità che coprono totalmente o in parte i periodi dei congedi. Artt. 67 e 72 D.lgs 151/2001

I genitori adottivi ed affidatari hanno lo stesso trattamento previdenziale dei genitori biologici.

Il giorno dell’ingresso in famiglia è analogo al giorno della nascita del figlio per i genitori biologici.

CONGEDO DI MATERNITÁ OBBLIGATORIO

Il congedo di maternità ha una durata di 5 mesi, non raddoppia in caso di adozione o affido di due o più minori con la stessa procedura. Art. 26 comma 1 D.lgs 151/2001

Adozione nazionale: da fruire durante i 5 mesi successivi all’ingresso in famiglia che inizia o dal collocamento provvisorio o dall’affido preadottivo Art. 26 comma 2 D.lgs 151/2001

Messaggio Inps n. 3951 del 9 novembre 2023

Adozione internazionale: può iniziare dal giorno dell’ingresso in famiglia, ma parte del periodo può essere fruito anche prima per incontrare il minore e svolgere le pratiche nel Paese del figlio ed entro i 5 mesi successivi dall’ingresso in Italia. Art. 26 comma 3 D.lgs 151/2001

Affidamento temporaneo: 3 mesi dall’ingresso in famiglia entro i 5 mesi successivi. Art. 26 comma 6 D.lgs 151/2001

Trattamento economico: 80% della retribuzione Art. 22 D.lgs 151/2001

CONGEDO DI PATERNITÁ ALTERNATIVO

Il congedo di paternità alternativo (ovvero il congedo di maternità) può essere fruito anche dal padre adottivo o affidatario quando la madre, in alcuni casi specifici, non lo utilizza o utilizza solo in parte.

Art. 28 del D.lgs. 151/2001  –  Circolare INPS n. 122 del 27/10/2022

CONGEDO DI PATERNITÁ OBBLIGATORIO

Il congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni lavorativi non frazionabili ad ore e può essere fruito anche durante il congedo di maternità della madre; altresì il padre lavoratore può fruirne anche se la madre non è lavoratrice. Il periodo può essere frazionato a giorni ma non a ore. Il padre può altresì fruire del congedo di paternità anche quando fruisce del congedo di paternità alternativo.

Adozione nazionale dall’ingresso in famiglia entro i 5 mesi successivi.

Affido temporaneo e collocamento: dall’ingresso in famiglia entro i 5 mesi successivi

Adozione internazionale anche prima dell’ingresso in famiglia durante il periodo di permanenza nel Paese del figlio previa certificazione dei periodi fruizione da parte dell’Ente Autorizzato che cura la procedura adottiva.

Trattamento economico: 100% della retribuzione

Art. 27 bis – comma 4 – e art. 29 comma 1 D.lgs 151/2001

Circolare INPS n. 122 del 27/10/2022

CONGEDO PERMANENZA STATO ESTERO

Per l’adozione internazionale durante il periodo di permanenza nel Paese del figlio, se la madre non fruisce del congedo di maternità o ne fruisce solo in parte,  può chiedere un congedo non retribuito. Tale congedo spetta alle medesime condizione anche al padre che ne ha diritto, quando la madre non è lavoratrice.

Art. 26 comma 4 e art. 31 comma 2 D.lgs 151/2001

CONGEDO PARENTALE

Il congedo parentale può essere fruito qualunque sia l’età del minore al momento dell’ingresso in famiglia entro 12 anni dall’ingresso in famiglia, ma non oltre il raggiungimento della maggiore età.

La madre può usufruirne dalla fine del congedo di maternità.

Il padre può usufruirne dall’ingresso in famiglia.

Il periodo complessivo del cengedo parentale per ogni figlio in adozione o in affido è di 10 mesi continuativi o frazionati elevabili a 11 mesi nel caso in cui il padre si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi. Il periodo massimo di un genitore può essere di 6 mesi.

Il congedo parentale può essere fruito anche ad ore, secondo le modalità stabilite dal contratto collettivo di categoria o, in mancanza anche del contratto aziendale, il genitore lavoratore può scegliere la modalità (a giorno o a ore). (artt. 32, 34, 36 D.lgs 151/2001

Adozione nazionale: dall’ingresso in famiglia che parte dal collocamento provvisorio o dall’affido pre-adottivo.

Adozione internazionale: dall’ingresso in Italia con certificazione rilasciata dall’Ente Autorizzatoche cura la procedura nello Paese del figlio.

Sito Commissione Adozioni Internazionali

Artt. 32, 34, 36 D.lgs 151/2001

Trattamento economico

Art. 34 D.lgs. 151/2001

I lavoratori e le lavoratrici dipendenti, pubblici e privati hanno diritto alla retribuzione in alternativa tra i genitori pari:

  • all’80% per il primo mese;
  •  al 60% per il secondo mese;

solo per il 2024 il secondo mese è retribuito all’80% per i genitori che terminano il congedo di maternità o in alternativa di paternità successivamente al 31 dicembre 2023

  • alla madre spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi non trasferibili al padre
  • al padre spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi non trasferibile alla madre;
  • a entrambi i genitori spetta, in alternativa tra loro, un ulteriore periodo indennizzabile di 3 mesi;
  • in caso di genitore unico vengono riconosciuti 9 mesi di congedo parentale indennizzabile al 30 % della retribuzione;
  • gli ulteriori periodi successi ai 9 mesi di congedo (10 e 11 mese ) la retribuzione pari 30 % spetta solo se il reddito individuale  del genitore richiedete è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria

D.lgs n. 105/2022 – Attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio.

Circolare INPS n. 122 del 27/10/2022

Ispettorato Nazionale del Lavoro nota n° 2414 del 6/12/2022

Circolare INPS n. 45 del 16 maggio 2023

Circolare INPS n. 4 del 5 gennaio 2024

CONGEDO PER LA MALATTIA DEL FIGLIO

Diritto previsto per entrambi i genitori, alternativamente, ad assentarsi dal lavoro per tutti i periodi corrispondenti alla malattia del figlio.

Il limite dei periodi è di 3 anni dall’ingresso in famiglia entro il compimento dei 6 anni di età.

Dai 6 agli 8 anni solo 5 giorni.

Se al momento dell’ingresso in famiglia il figlio ha un’età compresa ta i 6 e i 12 anni spettano solo 5 giorni per i primi 3 anni.

Trattamento economico: non retribuito

Art. 50 D. lgs151/2001

RIPOSI GIORNALIERI

La lavoratrice madre adottiva e affidataria o in alternativa il padre hanno diritto ai riposi giornalieri nella misura di 2 ore che raddoppiano nel caso di adozione o affido di due o più minori con la stessa procedura.

Trattamento economico: retribuzione al 100%

Artt. 43 e 45 D.lgs 151/2001

Sentenza Corte Costituzionale n. 104 del 9 aprile 2003

Circolare INPS n. 91 del 26 maggio 2003

TUTELA ALLA SALUTE E ALLA SICUREZZA DELLA LAVORATRICE MADRE (e in alternativa al lavoratore padre)

Le tutele alla salute e sicurezza sul lavoro previste per la gravidanza e per il figlio fino al compimento dei 7 mesi di età anagrafica delle lavoratrici madri biologiche si applica anche alle lavoratrici madri adottive e affidatarie fino al compimento dei 7 mesi di età anagrafica del figlio.

Art. 6, commi 1 e 2 D.lgs 151/2001

LAVORO NOTTURNO

Le lavoratrici madri adottive e affidatarie non sono obbligate a prestare lavoro notturno nei primi 3 anni dall’ingresso in famiglia, ma non oltre il compimento di anni 12 del figlio. In alternativa il lavoratore padre adottivo o affidatario convivente.

Art. 53, comma 2 lett. b-bis del D.lgs 151/2001

DIVIETO DI LICENZIAMENTO

Per i genitori adottivi e affidatari l’articolo 54, comma 9, del D.lgs 151/2001 dispone che “Il divieto di licenziamento si applica fino ad un anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare. In caso di adozione internazionale, il divieto opera dal momento della comunicazione della proposta di incontro con il minore adottando, ai sensi dell’articolo 31, terzo comma, lettera d), della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, ovvero della comunicazione dell’invito a recarsi all’estero per ricevere la proposta di abbinamento.”

DIRITTO AL RIENTRO E ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO

I genitori lavoratori adottivi e affidatari hanno diritto a rientrare nella stessa unità produttiva o altra ubicata nello stesso comune e di permanervi fino ad 1 anno dall’ingresso del minore in famiglia. Hanno altresì diritto alle stesse mansioni o equivalenti, e beneficiare di eventuali miglioramenti condizioni di lavoro che sarebbero loro spettanti durante l’assenza.” Al lavoratore padre adottivo o affidatario tale diritto viene applicato “al rientro al lavoro dopo la fruizione del congedo di paternità”.

Art. 56 comma 4 del D. lgs 151/2001

SANZIONI

Ai casi di rifiuto, opposizione o ostacolo all’esercizio di assenza dal lavoro per la cura dei figli si applicano:

  • sanzioni amministrative previste nel D. lgs 151/2001 che il D.lgs 105/2022 ha rivisto e aggiornato in recepimento alla Direttiva UE 2019/1158.

Le sanzioni amministrative di cui al D.lgs 151/2001 sono applicabili anche per il mancato riconoscimento dei diritti dei genitori lavoratori per i due anni antecedenti alla richiesta della certificazione della parità di genere di cui all’art. 46-bis D.lgs n. 198/2006 – Codice delle pari opportunità o di analoghe certificazioni previste dalle regioni e dalle provincie autonome nei rispettivi ordinamenti.

La certificazione di genere rientra nella Missione 5 “Inclusione e Coesione” – Politiche attive del lavoro e sostegno occupazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che mira oltre a una maggiore inclusione e maggiore qualità del lavoro femminile alla tutela della maternità. Art. 18, 31 bis, 38, 46, 52 D. lgs 151/2001

guida a cura di Daniela Pazienza

6 Commenti

  1. enrico

    Anzitutto complimenti per l’ottima sintesi dei diritti dei genitori. Vorrei solo porvi un quesito, gentilmente non sapete se chi ha usufruito del congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni può anche utilizzare entro il primo anno di ingresso del minore ANCHE i riposi giornalieri di 2 ore ?
    Il minore a noi affidato inizia le elementari a settembre e sono certo che dovrò utilizzare le due ore di permesso per seguirlo nei primi giorni, ma ho già utilizzato i 10 giorni di congedo di paternità a ottobre, quando è entrato nella nostra famiglia. Grazie mille e buon lavoro

    Rispondi
    • ItaliaAdozioni

      Buongiorno,
      i riposi giornalieri possono essere utilizzati dal padre adottivo o affidatario – art, 45 d.lgs 151/2001 – dall’ingresso in famiglia – per il primo anno – ma in determinate condizioni previste dalla legge – art.40 d.lgs 151/2001

      Art. 40
      Riposi giornalieri del padre
      (legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6-ter)
      1. I periodi di riposo di cui all’articolo 39 sono riconosciuti al padre lavoratore:
      a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;
      b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
      c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
      d) in caso di morte o di grave infermità della madre.

      Ulteriori precisazioni sono contenute nella circolare INPS n.91/2003

      https://servizi2.inps.it/servizi/Bussola/visualizzadoc.aspx?sVirtuAlURL=/circolari/../circolariZip/Circolare%20numero%2091%20del%2026-5-2003.pdf

      La madre adottiva o affidataria può beneficiare, infatti, dei riposi giornalieri durante il congedo parentale del padre adottivo o affidatario, ma non anche durante il congedo di paternità di quest’ultimo. Il padre adottivo o affidatario, invece, non può godere dei riposi suddetti né durante il congedo di maternità, né durante il congedo parentale della madre nonché durante i periodi di sospensione del rapporto di lavoro della stessa.

      Nell’ipotesi in cui il padre adottivo o affidatario stia fruendo dei riposi giornalieri in assenza di richiesta del congedo di maternità o del congedo parentale della madre adottiva o affidataria, una eventuale, successiva richiesta dei congedi suddetti da parte della madre farebbe venir meno, come del resto accennato, la possibilità, per il padre, di utilizzare i riposi nei periodi coincidenti con i congedi della madre.

      Nei confronti del padre adottivo a affidatario sono comunque applicabili anche le altre condizioni di utilizzo dei riposi in questione previste dagli artt. 40 (affidamento esclusivo dei figli al padre, mancata fruizione dei riposi, da parte della madre lavoratrice dipendente, per rinuncia della stessa o perché appartenente a categoria non avente diritto ai riposi suddetti, ipotesi di madre non lavoratrice dipendente, morte o grave infermità della madre) e 41 del T.U.(fruibilità da parte del padre delle ore aggiuntive previste in caso di plurimo) ed esplicate nelle citate circolari n. 109/2000 ( v. paragrafo 2) e n. 8/2003 (v. paragrafo 2).

      Laddove i genitori abbiano fruito dei riposi giornalieri durante l’affidamento preadottivo, gli stessi non possono fruire di ulteriori periodi a seguito dell’adozione.

      Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

      Rispondi
      • Maria

        Buon giorno,
        sono una mamma affidataria dal 2018. Il TM ha dichiarato adottabile il minore ed a marzo 2024 e cominciato l’affidamento preadottivo Nel 2018 ho usufruito dei tre mesi di congedo adesso che é diventato preadottivo posso richiedere ancora del congedo di maternità? Quando si legge: “entro 5 mesi dall’ingresso in famiglia” vuol dire dalla prima volta o da quando é stato emanato il provvedimemto di affidamento preadottivo? Vi ringrazio per l’attenzione

        Rispondi
        • Ivana Lazzarini

          Gent.ma Maria,
          l’applicazione della norma (art. 26 del D.lgs 151/2001) sul congedo di maternità per le adozioni nazionali è stato chiarito dall’INPS con il messaggio n.3951 del 9 novembre 2023: https://www.wikilabour.it/wp-content/uploads/2023/11/INPS_mess3951-2023.pdf
          “L’art.26 del d.lgs. 151/2001, modificato dalla legge 244/2007, ha previsto una successiva specifica disciplina delle tutele spettanti ai genitori adottivi o affidatari, differenziando la durata del congedo di maternità dei genitori adottivi (pari a 5 mesi) da quella dei genitori affidatari (pari a 3 mesi).
          Alla luce di tale quadro normativo, l’Istituto, con circolare n.16/2008, ha previsto la possibilità di riconoscere l’indennità di maternità per un periodo di 5 mesi, nel solo caso in cui il minore “si trovi in affidamento preadottivo come previsto dagli artt. 22 e ss. della legge 184/1983”. Pertanto, si conferma che, la generica locuzione “collocamento a scopo adottivo”, spesso usata nei provvedimenti di collocamento provvisorio ai sensi dell’art.10 della legge 184/1983, non va intesa come provvedimento di affidamento preadottivo disposto ai sensi dell’art.22 e ss. della legge 184/1983.Resta, quindi, ferma l’applicazione dell’ultimo comma dell’art.26 del d.lgs. 151/2001. Di conseguenza, è possibile riconoscere un massimo di 3 mesi di congedo di maternità e non di 5 mesi. Al perfezionamento dell’eventuale adozione o affidamento preadottivo, è possibile fruire dei restanti 2 mesi”. Quindi, nel suo caso, visto che l’affidamento preadottivo è stato perfezionato, secondo quanto riportato nel messaggio INPS, è possibile fruire degli ulteriori due mesi.Cordialità
          Daniela Pazienza

          Rispondi
  2. Valentina

    Salve, il TM ci ha affidato due bimbi in collocamento provvisorio e sto usufruendo dei 3 mesi di maternità.
    Mi spetta il congedo parentale o permessi per malattia dei figli? Ed assegni familiari?
    Grazie!!

    Rispondi
  3. Daniela Pazienza

    Gent.mi

    assolutamente si. Oltre ai 3 mesi di congedo di maternità spetta il congedo parentale nelle modalità previste  D.lgs 151/2001 (vedere la guida) e il congedo per malattia del figlio.

    Gli assegni familiari sono previsti anche per i genitori affidatarì ma secondo quanto previste nel messaggio INPS n. 000773 del 21-02-2024. Questo il link

    file:///C:/Users/danip/Downloads/messaggio%20INPS%20(2).pdf 

    Il servizio di informazioni che ItaliaAdozioni fornisce sui temi dei congedi e dei permessi lavorativi per i genitori adottivi, si basa sul quadro normativo di riferimento attualmente vigente e  su quanto pubblicato e condiviso dagli organi competenti.

    Per ulteriori chiarimenti siamo qui

    Cordialmente

    Daniela Pazienza

    Rispondi

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