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11 Febbraio, 2024

Conosci l’affido?

Scopri le caratteristiche del percorso e i requisiti degli affidatari
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Si sa davvero poco dell’affido e spesso solo per sentito dire. Quello che sappiamo con certezza, invece, è quanto ce ne sia bisogno. Chi si propone all’affido, generalmente, non conosce tutti i risvolti e le implicazioni tipiche del percorso di affidamento: va dunque aiutato a comprendere la complessità e il fascino dell’avventura che desidera intraprendere. 

Cos’è l’affidamento familiare

L’affido familiare non è un’adozione. L’affidamento familiare* è un intervento “a termine”, di aiuto e sostegno offerto a un bambino o a un ragazzo e alla sua famiglia d’origine, che non è in grado di occuparsi delle sue necessità.
Un minore (0 – 17 anni), temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, può essere affidato a un’altra famiglia o ad una persona singola, che gli assicuri le relazioni affettive, l’educazione, l’istruzione e il mantenimento di cui ha bisogno, per un periodo di tempo che non dovrebbe superare i 24 mesi.

Lʼaffido può essere distinto in residenziale, ovvero quando il minore vive stabilmente con la famiglia affidataria mantenendo rapporti regolari con la famiglia dʼorigine, oppure a tempo parziale quando il minore trascorre con la famiglia affidataria parte della giornata, oppure i fine settimana od un periodo di vacanza.

Caratteristiche dell’affido

* La temporaneità. L’affidamento cessa quando la situazione di difficoltà che lo ha generato viene risolta.

* Il mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine del minore.

* La previsione del rientro del minore nella sua famiglia d’origine.

L’ affido può essere consensuale quando è concordato con la famiglia d’origine, oppure giudiziale quando viene deciso da un’autorità giudiziaria.

Caratteristiche della famiglia affidataria

Gli affidatari possono essere:

  • Coppie sposate o conviventi
  • Coppie con o senza figli
  • Persone singole

Spesso si pensa di non avere i requisiti o di non avere il tempo necessario da dedicare a un bambino in affido per potersi proporre come genitori affidatari. In realtà non è così, perché l’affido è aperto a tutti: persone singole, separati, vedovi, famiglie con o senza figli, addirittura giovani adulti e nonni. Il tempo da dedicare è esattamente quello che abbiamo a disposizione: sicuramente la quotidianità, ma anche i week-end, le vacanze estive oppure un giorno alla settimana. I bisogni dei minori sono tanti e diversi e per ognuno si deve trovare la risposta giusta, compito che svolgono i servizi sociali.

Gli affidatari devono:

  • essere maggiorenni
  • garantire un ambiente sicuro e stabile per i minori, che comprenda un alloggio adeguato e spazio sufficiente
  • dare sostegno, affetto e cura
  • non avere precedenti penali
  • partecipare agli incontri di verifica predisposti dai servizi sociali

Non occorre avere requisiti particolari di reddito: la famiglia affidataria percepisce di norma un contributo economico per contribuire alle spese di mantenimento del minore. Inoltre è importante sapere che i genitori affidatari possono usufruire di tutte le agevolazioni di legge sulla maternità e sulla paternità.

Il percorso per diventare affidatari

Chi è interessato a conoscere l’affidamento si può rivolgere al servizio sociale del territorio o alle associazioni del privato sociale, che si occupano di dare le prime informazioni. Chi poi decide di dare la propria disponibilità, intraprende un percorso formativo per acquisire una maggiore consapevolezza sulla possibilità concreta di diventare genitore affidatario.

Tale percorso si conclude con l’inserimento in una banca dati delle famiglie affidatarie. Quando sarà necessario provvedere a un affido familiare, i servizi sociali individueranno l’abbinamento più adeguato tra le caratteristiche e la disponibilità della famiglia affidataria e le esigenze del bambino e della sua famiglia.

* L. 184/1983, L. 149/2001

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