
Dopo aver depositato in Tribunale i documenti per avviare il percorso di adozione nazionale e aver svolto l’iter coi Servizi Sociali di competenza territoriale, nell’attesa di essere chiamate, molte coppie decidono di estendere la propria disponibilità.
L’estensione fuori territorio della domanda di adozione nazionale è una strada praticata per avere la possibilità di essere contattati da più Tribunali per i Minorenni presenti sul nostro stivale. Ma come fare? Quali aspetti considerare?
Siamo Sara e Enza, volontarie di Famiglie in cerchio, un’associazione di supporto alle famiglie adottive e affidatarie attiva nell’hinterland milanese. Ci impegniamo a favorire la circolazione e lo scambio di informazioni in tema di adozione, in particolare condividendo con le coppie disponibili all’adozione nazionale tutte le nostre conoscenze relative al ricorso all’estensione fuori foro. Come Famiglie in cerchio abbiamo dato vita a molti momenti di incontro, online e in presenza, a sportelli informativi, a serate per diffondere gli aspetti tecnici di questo pratica ed emozionanti testimonianze di vita vissuta.
Lo scopo di queste serate a tema è stato sia dare delle informazioni tecniche e dettagliate sulle modalità di accesso e di presentazione della domanda nei vari tribunali italiani, ma soprattutto di creare un momento di riflessione e condivisione sul senso per cui una coppia decide di estendere la propria disponibilità all’adozione in territori particolarmente distanti dal luogo di residenza.
Infatti è consigliabile che una coppia che decide di estendere la domanda di adozione nazionale ad altri territori tenga presente una serie di caratteristiche specifiche di questo tipo di percorso che riassumiamo nei prossimi paragrafi.
In Italia una coppia di coniugi, convivente da almeno tre anni, può presentare la propria domanda di disponibilità all’adozione nazionale presso il tribunale dei minori di competenza territoriale in base alla propria residenza. I servizi sociali avviano la pratica di indagine socio-economica che si conclude con un colloquio da parte di giudici onorari che rilasciano (o meno) alla coppia l’idoneità all’adozione di uno o più minori, valida per tre anni, eventualmente rinnovabile dietro richiesta della stessa.
Non risulta al momento operativo uno strumento di raccolta a livello nazionale delle pratiche in corso nei 29 tribunali dei minori; pertanto una coppia che risiede ad esempio in provincia di Milano presenterà la propria disponibilità all’adozione presso il tribunale dei minori di competenza territoriale, ma potrebbe presentare domanda anche a tutti gli altri 28 tribunali presenti sul territorio italiano.
L’iter burocratico
La coppia trasmette, solitamente tramite posta elettronica certificata, la propria domanda di disponibilità all’adozione compilando la modulistica scaricabile dal sito del tribunale specificando il proprio tribunale di competenza, allegando i propri documenti di identità oltre ad ulteriori certificati medici richiesti, la relazione dei servizi sociali e l’idoneità all’adozione rilasciata dal proprio tribunale di competenza territoriale. Si apre quindi una ulteriore nuova indagine. La coppia potrebbe essere contattata dai giudici per un colloquio anche solo conoscitivo online o in presenza.
Perché un minore viene allontanato dal territorio di origine
Il giudice decide di allontanare un bambino dal territorio di origine esclusivamente a tutela del suo benessere psico-fisico per motivi molto seri, ai quali la famiglia che si formerà, deve prestare particolare attenzione. Ad esempio: aspetti specifici della sua storia o della sua famiglia di origine, aspetti somatici troppo identificabili, esigenze di tipo sanitario, presenza di una rete famigliare di origine nota o radicata nel territorio, tutela della sua sicurezza, presenza di fratrie, etc.
E’ stato registrato che l’adozione del minore fuori territorio può presentare un rischio giuridico molto elevato. La famiglia adottiva, quindi, deve essere consapevole di affrontare questa specificità, che può durare anni di ricorsi legali da parte del nucleo familiare di origine, fino ad arrivare a tutti i gradi di giudizio.
Prassi dell’adozione in un altro distretto giudiziario
L’abbinamento tra la coppia ed il bambino viene seguito da un periodo di conoscenza in loco, che si svolge in un arco di tempo molto variabile, che potrebbe durare anche mesi, definito solo dai servizi e dalla struttura che ospita e conosce il bambino.
In base alle caratteristiche della nuova famiglia, spesso si inizia con incontri presso la struttura che ha accolto fino a quel momento il bambino, per proseguire con la convivenza in una struttura di tipo abitativo e poi terminare con il viaggio di rientro verso il territorio di residenza della coppia. I giudici potrebbero richiedere successivi colloqui nel territorio di origine con i genitori o anche con il minore.
Spesso i giudici vietano la frequentazione fisica del territorio di origine alla famiglia con il minore.
Il tutore del minore rimane quello nominato dal giudice territorialmente competente, così come l’eventuale residenza, provocando anche disagi di scambio di comunicazione tra le parti.
La coppia che presenta domanda di estensione deve quindi essere del tutto consapevole e disponibile verso le difficoltà pratiche, organizzative ed economiche che da questa scelta potrebbero manifestarsi.
Considerazioni finali
Le testimonianze raccolte in questi anni ci portano a credere che, nonostante le difficoltà della procedura, l’adozione nazionale fuori territorio è una scelta meravigliosa, se maturata con la consapevolezza di tutti gli aspetti finora esposti.
E’ fondamentale che prima di decidere di estendere la propria disponibilità all’adozione la coppia sia formata, consapevole, decisa a intraprendere un percorso che potrebbe diventare lungo e tortuoso prima della totale definizione, ma che raggiunge la massima espressione di amore unendo il desiderio di un figlio al bisogno di un bambino di avere dei genitori.
Abbiamo visto coppie partire dal Lazio verso la Sicilia … dalla Lombardia verso il Lazio … dal Piemonte verso la Sardegna … e rientrare a casa con i loro stupendi figli!!
Speriamo di assistere presto al formarsi di nuove famiglie e di ascoltare le loro appassionanti testimonianze!!
Sara Capellino e Enza Aiello
Mamme grazie all’adozione e volontarie in FAMIGLIE IN CERCHIO




Argomento interessante. Grazie infinite