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23 Novembre, 2025

I bambini, il futuro del nostro tempo

In occasione della Giornata dell'Infanzia del 20 Novembre, ItaliaAdozioni riporta una riflessione sull'importanza della tutela dei minori e dei loro diritti.
Layla Perroni

La protezione e la cura di ogni essere umano è un dovere ed un diritto di ognuno di noi. Soprattutto per coloro che rappresentano il futuro del nostro tempo: i bambini.


La protezione e la cura della categorie più vulnerabili, come quella a cui appartengono gli infanti, devono rappresentare una priorità per i singoli Stati. Bisogna andare a caccia dei diritti negati, cioè individuare ed intervenire in quelle aree del mondo dove il diritto alla salute ed alla cura non sono garantiti a causa di situazioni di povertà, mancanza di sviluppo, inadeguatezza delle disponibilità sanitari e quant’altro.

La tutela dell’infanzia come responsabilità collettiva

Assicurare il completo benessere del minore, significa non solo tutelarlo dal punto di vista fisico, ma anche mentale e dei suoi diritti. La tutela dell’infanzia e dei giovani, infatti, ha come obiettivo quello di preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite: pace, dignità, solidarietà, tolleranza, libertà di uguaglianza e di espressione.

La cooperazione internazionale e il diritto all’infanzia

Come definito dalla Convenzione sui diritti del fanciullo fatta a New York il 10 Novembre 1989 – e poi rettificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176 – “l’infanzia ha diritto ad un aiuto e ad una assistenza particolari” in quanto “la famiglia rappresenta un’unità fondamentale della società” e, soprattutto per il benessere dei fanciulli, “deve ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività, riconoscendo che il fanciullo, ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità, deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicità, di amore e di comprensione”.

A tal proposito ricordiamo anche la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza – approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a novembre 1989 – che con i suoi quattro punti fondamentali – non discriminazione, superiore interesse, diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente ed infine ascolto delle opinioni del minore, tocca il medesimo tema.

Curare le ferite dei bambini e le loro famiglie

Esistono numerose realtà che lavorano per assicurare la cura e l’accoglienza ai bambini e ad alle loro famiglie che vengono dall’estero. Dal 1997, diverse iniziative hanno accolto bambini malati provenienti da circa 65 paesi tra Est Europa, Medio Oriente, Asia, Africa e America centrale e meridionale. Grazie a reti consolidate di contatti e collaborazioni con ospedali e strutture italiane, viene garantita assistenza continua, dal momento del ricovero dei piccoli pazienti fino al supporto agli adulti che li accompagnano.

I bambini, nel giro di poco tempo, tendono a integrarsi, instaurando relazioni e adattandosi a un contesto nuovo, considerato fondamentale per il loro benessere. Per quanto riguarda le madri, spesso le informazioni disponibili sono limitate; una volta giunte in Italia, vengono sottoposte ad analisi cliniche e ricevono sostegno psicologico ed emotivo.

Le donne accolte affrontano un percorso difficile, caratterizzato da stress psicologico ed emotivo. L’esperienza in contesti accoglienti e attenti alle loro esigenze permette loro di vivere momenti di affetto e attenzione spesso assenti nei loro ambienti di origine.

Tali organizzazioni operano come comunità aperte, dove l’inclusione e la condivisione rappresentano valori centrali, nonostante le difficoltà legate a barriere linguistiche e a diverse fedi religiose. Sono previsti spazi di riflessione e preghiera aperti a tutti, senza discriminazioni.

Tutelare i giovani, i loro sogni e le loro speranze è considerato un obiettivo fondamentale. Testimonianze di ragazzi e ragazze accolti mostrano i risultati concreti di questi interventi, con percorsi che permettono di completare gli studi, acquisire competenze, integrarsi socialmente e, in alcuni casi, contribuire a iniziative di supporto ad altre persone in situazioni simili. Alcuni casi raccontano di bambini che, grazie all’assistenza ricevuta, hanno potuto realizzare ambizioni personali e professionali, ricevendo riconoscimenti anche a distanza di anni.

L’accoglienza come via di rinascita

Che si tratti di un percorso di affidamento, di adozione o di accoglienza temporanea, la vera forza sta nel creare legami, ricostruire fiducia e restituire speranza.

Perché ogni ferita può diventare cicatrice, ogni cicatrice può raccontare una storia, e ogni storia può essere l’inizio di una nuova vita.

Layla Perroni

Giornalista tirocinante, articolista e copywriter seo

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