
Venerdì ItaliaAdozioni ha presentato il Decalogo dei dieci luoghi comuni sull’Adozione e sull’Affido, molto diffusi ma totalmente falsi sul settimanale “Sette” del Corriere della Sera, all’interno dell’articolo “Tribunali in ordine sparso. Pochi feedback. Nessuna banca dati. Nella nebulosa delle adozioni” di Virginia Nesi.
In tanti anni di impegno nel sensibilizzare la società tutta all’adozione e all’affido, secondo la mission per cui ItaliaAdozioni è nata, ci siamo spesso imbattuti in credenze ed opinioni inesatte o addirittura errate.
Questo è l’inizio di un cammino che desideriamo compiere e condividere, per riuscire a superare stereotipi e pregiudizi, che non aiutano l’adozione e l’affido.
Che cosa è questo Decalogo?
Il decalogo è un’opportunità perché chiunque possa veicolare alcune informazioni corrette sull’adozione e sull’affido, per contrastare le affermazioni inesatte. Le credenze erronee e i pregiudizi legati all’adozione e all’affido non sono solo limitanti per le persone adulte coinvolte in questi percorsi, ma hanno un impatto profondo e diretto sui bambini, che dovrebbero beneficiarne. Quando si alimentano visioni distorte, si minano le fondamenta stesse del processo di adozione e affido, creando barriere emotive e pratiche, che ostacolano l’incontro tra un bambino e una famiglia pronta ad accoglierlo.
Perché redigere un Decalogo?
Cosa pensano dell’adozione e dell’affido tante persone che non hanno modo di avere informazioni certe? Cosa serve sapere in proposito a chi è fuori da queste realtà? Come chiarire tanti aspetti e sfatare convinzioni errate? Abbiamo scritto l’elenco dei luoghi comuni maggiormente condivisi e delle inesattezze più diffuse.
Secondo il vocabolario Treccani, un decalogo serve a riunire i precetti fondamentali riguardanti un’attività. Dall’elenco, quindi, abbiamo scelto le dieci affermazioni più utilizzate da chi non conosce l’adozione e l’affido. E’ nato così il Decalogo dei dieci luoghi comuni sull’Adozione e sull’Affido, molto diffusi ma totalmente falsi. Per ogni affermazione abbiamo scritto la corretta informazione a riguardo, consapevoli che è impossibile “condensare” in poche righe quanto ci sarebbe da dire e comunicare.
In conclusione
La società deve riconoscere e comprendere che l’adozione e l’affido non sono risposte alle necessità degli adulti, ma sono volte a tutelare i minori e perciò giustamente “orientate” ai loro bisogni. Noi tutti, che insieme siamo e che insieme formiamo la società possiamo fare la differenza condividendo, veicolando, promuovendo la giusta informazione. Ci aiuti?
I volontari di ItaliaAdozioni
Le fonti del Decalogo
Per chi desidera approfondire le affermazioni riportate nel Decalogo, di seguito i link divisi per punti.
Punto 2: secondo le serie storiche pubblicate dal Ministero della Giustizia – Direzione Generale di Statistica e Analisi organizzativa negli anni dal 2001 al 2021 in Italia sono stati dichiarati adottabili 25.527 minori, sia con genitori noti che ignoti. Nel ventennio preso in esame sono diventati figli attraverso l’adozione nazionale 21.015 minori, ciò significa che ogni anno sono stati adottati circa 1000 minori.
Gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Giustizia – Direzione Generale di Statistica e Analisi organizzativa sull’adozione nazionale sono relativi al 2022. I minori adottati sono stati 755 (a cui va aggiunto il dato del secondo semestre del TM di Torino) a fronte di 8362 domande di disponibilità all’adozione, ciò significa che per ogni minore c’erano circa 11 coppie in attesa.
Punto 4: L’adozione nazionale è gratuita. Per quanto riguarda, invece, le spese da sostenere in caso di adozione internazionale ogni Ente, autorizzato dal Governo italiano, deve “indicare per ciascun Paese di operatività il costo richiesto alle coppie che intendano adottare un bambino”.
La CAI Commissione per le Adozioni Internazionali inoltre aggiorna e segue i rimborsi previsti per le spese sostenute dalle coppie per l’adozione internazionale (spese che sono anche in parte deducibili).
Punto 6: La legge 28 marzo 2001, n. 149 prevede che il progetto di affido sia di 24 mesi, prorogabile da parte dei servizi e del tribunale per i minorenni laddove se ne riscontri l’esigenza: Articolo 4.4 Nel provvedimento di cui al comma 3, deve inoltre essere indicato il periodo di presumibile durata dell’affidamento che deve essere rapportabile al complesso di interventi volti al recupero della famiglia d’origine. Tale periodo non può superare la durata di ventiquattro mesi ed è prorogabile, dal tribunale per i minorenni, qualora la sospensione dell’affidamento rechi pregiudizio al minore.
Punto 9: La legge non esclude in alcun modo le persone con patologie come la sclerosi multipla (o più in generale con disabilità) dalla possibilità di adottare. Tuttavia, la presenza di una malattia invalidante può rendere necessari più approfondimenti nel percorso di adozione. allo stesso modo non esiste una legge che vieti le adozioni a chi è guarito dal cancro.




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