
Siamo orgogliosi di annunciare l’ uscita del nuovo libro di ItaliaAdozioni APS: Io prima di noi. L’attesa dell’adozione da parte dei figli (ed. FrancoAngeli). La prima presentazione si è tenuta a Firenze sabato 25 ottobre Seguici per scoprire le prossime date!
Con la convinzione che “raccontare le cose cambia le cose” ( Michela Murgia), nei primi mesi del 2023, all’interno di ItaliaAdozioni, un gruppo di lavoro ha scelto di approfondire il tema dell’attesa dell’adozione da parte dei figli.
La decisione di porre l’attenzione su tale argomento è nata dalla scarsa considerazione riservata al periodo durante il quale i bambini, che sono stati dichiarati adottabili, attendono in istituti, comunità o famiglie affidatarie dei genitori che se ne prendano cura per sempre. Evidente è la discrepanza tra ciò che è realizzato per i minori rispetto a quanto avviene per i genitori, per i quali l’attesa all’adozione beneficia della giusta importanza, attraverso il sostegno della normativa e delle iniziative formative dei Servizi e degli Enti preposti a questo compito.
Mentre esistono percorsi sperimentati nel tempo per i genitori, non esistono prassi o protocolli di intervento efficaci e consolidati rivolti ai ragazzi.
L’attesa all’adozione è un tempo segnato da fatiche, incertezze e speranze che richiedono attenzione, sensibilità e accompagnamento da parte di figure capaci di comprendere e di parlare ai bambini nei modi e nei tempi giusti. È necessario intervenire affinché lo sviluppo non subisca flessioni o peggio arresti, come sovente accade quando all’esperienza dell’abbandono e della separazione dai genitori e dalla famiglia d’origine non segue un aiuto al bambino per la comprensione degli accadimenti.
È urgente focalizzare l’attenzione su questa fase del processo adottivo, innanzitutto per evitare sofferenze ai diretti interessati e poi perché le esperienze dei primi anni dello sviluppo influiscono sulla salute fisica, mentale, emotiva e sociale degli adulti di domani e in termini più ampi sulle loro famiglie e la società.
Per meglio comprendere cosa sia necessario fare, il gruppo di lavoro ha scelto di coinvolgere persone che sono state adottate disponibili a raccontare di sé, del periodo intercorso dalla nascita fino all’incontro con i genitori adottivi. Persone che hanno cercato nella loro memoria, richiamato episodi, aneddoti, recuperato ricordi a volte nitidi, altre volte confusi e frammentati, ma importanti tracce della loro storia e li hanno condivisi nella speranza che tutto questo possa contribuire a migliorare oggi la realtà dell’adozione.
Il vissuto e le emozioni collegati a questo periodo hanno permesso di individuare le criticità e di delineare alcune azioni indispensabili per affrontare l’attesa e preparare i minori all’incontro con i genitori adottivi. Il risultato di questo lavoro è la pubblicazione del volume Io prima di noi. L’attesa dell’adozione da parte dei figli (ed. FrancoAngeli).
Dopo aver interpellato oltre 150 persone adottate, sono state raccolte 34 testimonianze scritte, che, analizzate, hanno permesso di evidenziare alcune tematiche ricorrenti e centrali.
L’abbandono e la separazione dalla famiglia d’origine e dai fratelli, la vita in istituto, l’attesa e la preparazione all’adozione, l’incontro con i genitori adottivi e infine la costruzione della storia personale attraverso ricordi diretti e indiretti, sono divenuti i capitoli del libro. Le testimonianze sono state suddivise in relazione a questi argomenti, sui quali si sono poi orientati gli interventi di professionisti, di figli e di genitori adottivi.
Il risultato è un volume di facile lettura in cui le storie empatiche ricche di emozioni e dolori si alternano ai commenti di esperti, con proposte interpretative e spunti di riflessione.
Il libro a cura di Giuseppina Facchi, psicologa e psicoterapeuta, con la prefazione di Rosa Rosnati, docente ordinaria di psicologia sociale dell’università Cattolica di Milano, presenta 31 testimonianze, autorizzate alla pubblicazione dagli autori. Il volume è corredato dai commenti di Mara Ponchiroli, psicologa e psicoterapeuta, di Maria De Palma, psicologa in formazione e figlia adottata, di Anna Cobianchi, madre adottiva e di Nausica Bortoluzzi, psicologa e psicoterapeuta.
Introduzione e conclusioni sono di Ivana Lazzarini, presidente di ItaliaAdozioni APS, che ha definito questo lavoro solo la fine di una tappa di un percorso più lungo, perché “gli stimoli e le riflessioni sollecitate dalle testimonianze ci indicano nuove strade da percorrere e spazi da scandagliare per migliorare la realtà adottiva. L’impulso è quello di ripartire per un nuovo traguardo”.
Siamo certi che queste riflessioni sull’attesa all’adozione siano indispensabili per attenzionare un periodo della vita dei minori adottabili che spesso rimane in ombra e per questo ringraziamo tutti gli autori delle testimonianze, che hanno permesso di puntare la luce. Ci auguriamo che questa ricerca possa essere stata utile anche per loro, perché raccontare significa elaborare la realtà, attraverso un processo continuo di riflessione e invenzione. Il racconto può essere non solo un modo per liberare le persone, ma anche le comunità da schemi del passato e prospettare nuove strategie per il futuro.




Buonasera, sono una mamma adottiva nel lontano 1998, e posso testimoniare che la preparazione viene fatta ai genitori adottivi.
Io con l adozione internazionale non ho avuto alcuna notizia sul passato dei miei figli e ciò ha creato qualche problema. Di contro i miei figli sebbene grandicelli non sono stati preparati a nulla.