Logo ItaliaAdozioni
M
Condividi
06 Febbraio, 2022

La commissione Adozione e Affido a scuola

Parte dal Dirigente l'invito a creare una commissione Affido ed Adozione per diffondere buone pratiche e formazione
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Adozione e Affido a scuola

C’è un paesino nella Pianura Padana con un castello.

Un bel castello, che si dice sia infestato dal fantasma di Bernabò Visconti.

Davanti al castello c’è un Istituto Comprensivo che prende il nome proprio dalla famiglia che nel 1355 lo fece costruire.

Due anni fa, era il 1 settembre 2019, un professore vinse il concorso per diventare Dirigente Scolastico e da molto molto lontano si mise in viaggio per raggiungere il suo ufficio vista castello.

Il dirigente Roglio

Giovanni Roglio, il Dirigente venuto da molto lontano, non così tanto come Papa Francesco, durante un collegio docenti disse ai suoi insegnanti che nel nostro istituto mancava una commissione. Una commissione importante che stranamente non c’era ancora, stranamente perché siamo uno degli Istituti più attivi, all’avanguardia e belli del cremasco.

Così è nata la commissione Adozioni/Affidi dell’Istituto Visconteo di Pandino.

La commissione

La commissione è molto animata anche se composta da poche persone, più per questioni di budget che di voglia di partecipare o attivarsi.

All’interno ci sono insegnanti che sono anche genitori adottivi, insegnanti che hanno vissuto i temi dell’allontanamento di alunni da vicino e io che difendo a spada tratta il mio ruolo di affidataria che non ha mai avuto coraggio di diventare adottiva ma che è convinta che l’affido sia la più bella esperienza in cui mi sia lanciata, senza paracadute.

Gli intenti della commissione

La commissione adozioni/affido del mio Istituto ha come scopo primario e all’apparenza banale il rendere noto che esistono delle “Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati” e il supportare gli insegnanti che hanno in classe alunni adottati o in affido.

Potrebbe sembrare una mera diffusione di indicazioni ministeriali ma in verità ciò che più è necessario è diffondere delle buone pratiche che gli insegnanti dovrebbero mettere in atto se hanno in classe questi bambini.

Consigli spassionati per insegnanti attenti

Ogni volta che penso a delle indicazioni mi viene in mente quando mio figlio, in seconda primaria, ha avuto come compito a casa il ricercare delle foto per ricostruire la sua storia personale.

Ero a disagio nel dover spiegare ciò che per me era ovvio, i suoi primi 3 anni di vita erano un buco nero perché lui era con i suoi genitori naturali, quindi quella richiesta e quel compito l’avrebbero messo in difficoltà, soprattutto quando in classe tutti i suoi compagni avrebbero raccontato o riportato foto, vestitini, tutine, ciucci e racconti dettagliati dei loro genitori. Oppure  quando mi chiamavano con il mio nome parlando con lui, evitando di chiamarmi mamma perché per loro non lo ero e il concetto di affidataria fino a qualche anno fa era estremamente “strano” o, con estrema fantasia, l’altra mamma.

Mutatis mutandis

Per chi ha un bimbo che ha dovuto vivere l’affido o l’adozione sono episodi all’apparenza banali ma in verità pesanti da gestire e affrontare e a volte sono causa di spaccature che richiedono un riprendere e riaffrontare la realtà, ma purtroppo sono comuni in chi magari non ha mai conosciuto famiglie adottive o affidatarie e soprattutto non si è mai fermato a chiedersi, interrogarsi e mettersi in dubbio.

Il nostro Dirigente ha visto lontano, adesso tocca a noi diffondere il verbo della vera inclusione, perché si è veramente inclusi se chi lavora con noi è preparato. Da grande amante della lingua latina e da inguaribile idealista rubo queste due parole e vorrei, anzi voglio, che “mutate le cose che sono da mutarsi”.

Daria Cantelli

Docente IC Visconteo – Pandino (CR)


0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ultimi articoli