Logo ItaliaAdozioni
M
Condividi
30 Gennaio, 2022

La crisi adottiva: la speranza delle madri per il futuro

La speranza delle madri che attraversano la crisi adottiva è nel futuro perché dopo il travaglio, proprio come nel parto, arrivi la bellezza.
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Se nella tua tesi di laurea hai trattato o intendi trattare argomenti quali adozione o affido, manda l’abstract a redazione@italiaadozioni.it. Saremo ben lieti di valorizzare la tua ricerca e di diffonderla tra operatori e famiglie che hanno a cuore questi temi.

Una ricerca qualitativa con interviste alle madri adottive

Per la mia tesi ho partecipato ad un più ampio progetto di ricerca relativo a “Le famiglie adottive di fronte alla crisi” *. In particolare, ho avuto l’occasione di prendere parte all’avvio della ricerca qualitativa. L’obiettivo era quello di approfondire il punto di vista delle madri rispetto all’esperienza della crisi vissuta dalla famiglia adottiva, raccolto tramite interviste.

Ho scelto di partecipare a questo progetto di tesi perché ho trovato affascinante il taglio femminile di questa ricerca, dato sia dalle madri intervistate che da ricercatrici donne. Citando Oriana Fallaci: “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai”. Dalle interviste ho estrapolato le risorse necessarie a sviluppare una visione positiva del futuro, ovvero le risorse personali, coniugali e professionali. Ciò che emerge è che per le donne sono molto importanti sia le proprie risorse, che anche la vicinanza emotiva del marito pur a volte nella differenza di vedute educative. Tale vicinanza è sentita dalle donne come un importante sostegno psicologico, come aiuto fondamentale per la condivisione delle difficoltà e come chances per poterne uscire. La mancanza di tale presenza è avvertita dalle donne in modo molto doloroso. Da qui la necessità di sviluppare tramite gli ausili professionali tale alleanza.

Fattori che determinano la crisi, il dramma emotivo e la speranza

Le interviste hanno fatto emergere racconti emotivamente densi, portatori di tutto il dramma che lo scatenarsi di una crisi determina e al tempo stesso di tutta l’accorata speranza di poterne uscire. È stata condotta un’analisi dei contenuti che ha permesso di individuare alcune aree tematiche da cui sono emersi dei fattori che vengono associati alla crisi: la ricerca di una spiegazione, i vissuti emotivi della crisi, come alimentare la speranza. In particolare, una prima area tematica emersa riguarda la ricerca di una spiegazione da parte delle madri che si interrogano sui fattori a cui ricondurre dal loro punto di vista la crisi adottiva. Esse, arrivano a riconoscere una molteplicità di aspetti che entrano in gioco nel determinare i comportamenti problematici dei figli: la storia preadottiva del figlio, l’autocritica come genitore e la carenza del supporto post-adottivo ricevuto.

Una seconda area tematica riguarda i vissuti emotivi associati alla crisi. Emerge il dramma emotivo legato ai comportamenti lesivi dei figli, all’impotenza nel non sentirsi in grado di aiutarli e alla solitudine vissuta dalle madri in queste situazioni.

D’altra parte, vengono riportati dei fattori che alimentano la speranza. Le madri invitate a riflettere sulle risorse su cui possono contare riportano di percepire delle risorse personali, risorse intrafamiliari e anche risorse date dai servizi professionali, aspetti che alimentano e sostengono una visione del futuro positiva e ottimistica.

La valigia delle madri adottive: speranza per il futuro dei figli

Tra le diverse domande dell’intervista vorrei soffermarmi su una le cui risposte in particolare più mi hanno toccata.

Riguarda l’invito rivolto alle partecipanti a immaginare di preparare una valigia per il figlio che lo accompagni nel suo futuro. La valigia è uno strumento metaforico utilizzato nei percorsi di formazione, promozione e arricchimento del legame genitoriale. Tale strumento ha l’obiettivo di portare chi lo utilizza a fare uno sforzo immaginativo per raggiungere più consapevolezza circa i propri desideri e i propri obiettivi. La valigia contiene tutto ciò che di più prezioso è meglio conservare nel viaggio della vita. Poiché la valigia è uno strumento immaginativo, è possibile metterci dentro sia cose concrete che astratte, quindi oggetti, simboli, parole…

Spesso, nelle frasi delle madri, ho sentito un’intensa commozione e fatica nell’elaborare la risposta a questa domanda. Ne cito alcune per me molto suggestive:

“Gli metterei proprio una palla per fargli riprendere un po’ la gioia di giocare e di fare qualcosa con sé stesso, con il suo corpo…”

“Metterei una bacchetta magica (ride) che faccia il miracolo”

“Una bussola per trovare la strada”

“Un audio dove gli diciamo che siamo sicuri che ce la farà”

“Una luce sicuramente, una lampadina… nel comodino, per dire che c’è sempre qualcuno… che mi pensa…” (piange)

Questa domanda ha la capacità a mio avviso di toccare e di trasportare sul piano emotivo sia chi racconta che chi è in ascolto. Per questa ragione ho scelto di sottoporre anche a me stessa questo strumento, ho riflettuto a lungo su quali oggetti la mia madre interiore vorrebbe mettere nella mia valigia e cosa la mia figlia interiore vorrebbe ricevere.

Scelgo di mettere nella mia valigia una penna, perché non vorrei mai perdere il desiderio di esprimere ciò che ho dentro. Henry Roth nel suo romanzo “Chiamalo sonno” parla del potere del linguaggio e scrive “se riesci a tradurre in parole ciò che senti, ti appartiene”.

Come seconda cosa scelgo di mettere nella mia valigia la capacità di ascoltare perché come disse Giovanni Verga “Le parole hanno il valore che dà loro chi le ascolta”. L’ascolto mi ha permesso di entrare in empatia con le madri che ho potuto di intervistare e vorrei che questa capacità mi accompagnasse in tutti i ruoli della mia vita.

In ultimo chiudo la mia valigia mettendo la frase di una madre adottiva che mi ha toccata emotivamente: “Tutto questo dolore è il dolore del parto e poi, poi arriverà la bellezza…” Nell’adozione la donna non affronta il parto, ma in una intervista una madre adottiva ha riportato di vedere nella sua crisi familiare lo stesso travaglio. Ho interpretato questa frase come metafora del dolore e della speranza: uno scoglio inevitabile e quasi necessario, che nella vita spesso ci ritroviamo ad affrontare, oltre il quale poi, una volta superato, ci aspetta però la bellezza. Budda insegna che “Dal fango nasce il fiore di loto”. Nella vita incontriamo la sofferenza, e alcuni ne sono colpiti in modo particolarmente forte e sfidante, ma spesso il dolore, quando riesce ad essere accettato e accolto, diventa un grande insegnante. In fondo questo è il filo conduttore che mi ha accompagnata per tutta la ricerca, il voler trovare la risorsa, lo spiraglio, anche nelle situazioni drammatiche che stavo incontrando. La frase di questa madre mi ha aiutata in questo lavoro, dando forza al mio pensiero speranzoso. Ecco perché desidero portarla con me, nella mia valigia.

* La tesi fa riferimento alla ricerca condotta con la prof.ssa Rosnati Rosa e la dott.ssa Ferrari Laura presso il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano.

Arianna Savastio

Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Psicologia

Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e promozione della salute: persona, relazioni familiari e di comunità

Tesi di Laurea “Le risorse delle madri e la visione del futuro di fronte alla crisi nell’adozione: una ricerca qualitativa”

Relatrice: Prof.ssa Rosa Regina Rosnati     

Approfondisci leggendo l’abstract della tesi


Da diversi anni ItaliaAdozioni pubblica periodicamente articoli a cura di laureati o laureandi che trattano nelle loro tesi di laurea, master o dottorato i temi a noi cari. Scopri tutte le tesi pubblicate.

1 commento

  1. Yammy

    grazie, trovo questo articolo molto interessante.
    Anche il riferimento a libri, autori e persone conosciute nell’ambito educativo, stimola molto ad andare a leggere e prendere spunto e incoraggiamento per superare quello che sembra insuperabile.
    grazie ancora!

    Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ultimi articoli