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05 Dicembre, 2021

La prima immagine di te

La vita della famiglia evolve grazie alle esistenze di ciascuno, arrabbiati e abbracciati, con le domande che crescono con il NOI
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Quando ti abbiamo vista la prima volta, la prima immagine che ho di te è uno scricciolo biondo che non stava mai fermo.

Ti ricordo stretta, avvinghiata a Dada, la tua educatrice. Spaurita. Chissà cosa hai pensato quando ci hai visti. “chi sono questi due? Davvero la mia mamma e il mio papà? E perché non posso stare più con te, Dada, che mi conosci da così tanto?”. In quegli occhioni ho visto tutta la tua tenerezza e la tua paura. Io e il tuo papà abbiamo pensato se ci sarebbe stato mai un giorno in cui quell’abbraccio così privo di timori e pieno invece di fiducia sarebbe stato per noi. Se saremmo riusciti a farti sentire a casa e amata come meriti di essere. Poche ore dopo abbiamo fatto la prima foto. Ogni volta che la guardo, e accade praticamente ogni giorno perché in diverse misure e con diverse cornici ricopre gran parte delle pareti e degli angoli della nostra casa, mi colpiscono soprattutto due cose.

Tu. Lì, al centro del nostro mondo. Con un sorriso stampato che mi domando da dove sia spuntato visto che fino a poco prima era nascosto tra il collo e la clavicola di Dada.

Io e tuo padre. Non ricordo una foto così piena di gioia neanche tra quelle del nostro bellissimo matrimonio.

Una famiglia. Vedo questo. Una famiglia che deve farsi è vero, ma è da allora che quelle 3 persone, ognuna con la sua storia, ognuna col proprio passato, in un istante hanno iniziato a scrivere un nuovo capitolo della loro vita.

Un porto sicuro

Al pensiero di entrare per la prima volta nella tua casa-famiglia io e tuo padre avevamo tanta paura ma allo stesso tempo pensavamo che sarebbe stato un sollievo per te.

Nell’immaginario di chiunque la parola casa-famiglia rimanda ad un luogo triste, con bambini soli. Immaginavamo anche noi un posto in cui di casa, soprattutto, erano le lacrime, la rabbia, il dolore. E poi abbiamo varcato la porta di QUELLA casa-famiglia.

Colori tenui. Volti distesi. Bambini che correvano sorridenti e alcuni che uscivano per una passeggiata in campagna. Un PORTO SICURO per chi aveva vissuto di tempeste.

Quanto siamo banali a volte. Pensiamo di essere la soluzione migliore a uno stato di sofferenza di un bambino quando ci proponiamo per adottare. Poi è soltanto davanti a realtà come quella che ci siamo miracolosamente trovati di fronte che comprendiamo quanto lavoro fa qualcuno prima di noi.

Attenzione. Impegno. Amore.

Nella tua futura casa, amore mio, troverai ancora tutto questo. In più scoprirai, o meglio scopriremo, quella dimensione che ti mancava, che ci mancava, e che malgrado tante cure non poteva darti nessuno: una famiglia.

Una mamma, un papà, una figlia. Il TUO PORTO SICURO.

La nostra vita

Come sono cambiati i tuoi giorni? I miei giorni? Quelli del tuo papà?

Sono diversi. Sono stati tesi, emozionati, a volte arrabbiati, soprattutto i tuoi, allegri, pieni di domande, timorosi e volenterosi e pieni di mille altre sensazioni che non vale la pena elencare perché non si finirebbe mai di scriverle. Sono i nostri giorni amore mio.

E sono le nostre notti. Quelle belle, con la tua manina stretta alla mia e i tuoi piedini che si fanno spazio tra le costole di papà, ma anche quelle brutte, con la febbre alta e tu che piangevi. Una cosa normale certo, ma vederti così piccola e così indifesa, domandarsi come farti prendere la medicina e sperare che saresti stata meglio in un tempo brevissimo perché no, tu eri a casa e DOVEVI stare bene!

È in quelle notti brutte che l’idea di saperti un tempo in una casa-famiglia ci fa più male.

Da quando sei arrivata, sono 4 gli occhi che vigilano costantemente su di te. 6, se ci mettiamo anche quelli del gatto. Avremmo voluto esserti accanto anche quando ancora non c’eravamo per te.

Adesso siamo un NOI. Tutto quello che verrà è ancora da scoprire ma lo faremo insieme. E vogliamo sia fatto di tante cose ma soprattutto di Amore e Comprensione.

Speriamo ti basti amore mio. E ricordatelo quando per il tuo compleanno verrai a chiederci il motorino… convincerai forse tuo padre ma non me.

TU

Quanto sei bella. Ridi sempre amore. Sei un dono immenso. È con quei tuoi fragorosi sorrisi che riempi i nostri occhi. Saperti felice, contenta e ottimista è la cosa più bella che potesse avvenire. Continua sempre così anche quando mille domande riempiranno la tua testa e le tue notti.

Proveremo a darti risposte che non conosciamo e anche quando sarai arrabbiata, perché di risposte non ne avrai abbastanza, noi ci saremo.

Ora che quell’abbraccio, un tempo di Dada, è esclusivo e soltanto nostro, ora che ogni volta che ti sbucci le ginocchia ci corri incontro per ricevere quell’abbraccio, noi non abbiamo più paura di nulla. Perché ci sei TU.

Ti amiamo scricciolo biondo, anche se scricciolo non sei più. E non sei neanche più così bionda a dire il vero. Eppure continui a non stare mai ferma e noi siamo felici così perché sei una forza della natura amore mio. Corri veloce e percorri tutte le strade che vorrai.

Ricordamelo quando per il tuo compleanno verrai a chiederci il motorino…

Claudia Lilli

L’isola dei Bambini-Storia di Bi’, C. Lilli, Bertoni Junior Editore, 2021


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