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22 Settembre, 2024

L’importanza delle vaccinazioni

Come affrontare le vaccinazioni dei bambini adottati internazionalmente? L'articolo evidenzia alcuni aspetti da tener presente.
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Premessa

Grazie alle vaccinazioni si sono debellate in tutto il mondo malattie anche mortali, come il vaiolo e la polio. 

Affinché una vaccinazione sia efficace è importante che ci sia una immunità di gregge, cioè che il 95% della popolazione a rischio sia coperta, in modo che l’agente infettante non circoli. Quindi, accettare le vaccinazioni non è solo nell’interesse di sé stessi, ma anche un dovere nei confronti della comunità e soprattutto una difesa per i più deboli.

Negli ultimi anni, l’azione di vaccinarsi – che è un diritto e un dovere – avviene sempre più raramente, non solo perché ogni Paese europeo ha un suo calendario vaccinale che spesso non prevede obblighi, ma anche per il diffondersi della mentalità No-Vax.

Per quanto riguarda i minori adottati internazionalmente si possono verificare 3 evenienze: 

  1. che i soggetti non siano stati vaccinati secondo il protocollo del Paese che li accoglie, ovvero che abbiano ricevuto solo alcune vaccinazioni; 
  2. che siano in possesso di documenti falsi che attestano l’avvenuta vaccinazione; 
  3. che abbiano ricevuto vaccini non efficaci, soprattutto per la non osservanza della catena del freddo che non garantisce una corretta conservazione.

Note sui vaccini

Quali sono i vaccini più diffusi?

In Europa, i vaccini per i minori più diffusi sono antidifterite, antitetano e antipolio (che formano la tripletta DTP), il trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) e l’antiepatite b.

Esistono poi altri vaccini, ad es. per la varicella, talvolta associati al MPR, per l’epatite A, l’anti-pneumococco, l’anti-meningococco, e quello anti HPV (virus del papilloma umano) per adolescenti di entrambi i sessi.

Quelli del primo gruppo sono i più importanti e quasi tutti i Paesi economicamente sviluppati prevedono la loro somministrazione a tappeto.

La problematica nei bambini adottati internazionalmente

Le associazioni internazionali che si occupano delle adozioni conoscono la problematica vaccinale e per questo motivo si impegnano a fornire quasi sempre il documento che riporta le vaccinazioni eseguite. 

Per essere valido questo documento, secondo le indicazioni della WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità, nota anche come OMS), deve contenere ovviamente i dati di individuazione del soggetto (nome, cognome, data di nascita con età al momento della vaccinazione), tipo di vaccino effettuato con i riferimenti temporali dell’esecuzione, compreso l’intervallo tra le dosi ed il loro numero.

Vi sono però dei casi in cui questa documentazione non è veritiera, ma è stata frettolosamente compilata in un’unica seduta spesso da una sola persona (elemento che dovrebbe destare sospetti).

Per tale motivo a livello internazionale gli approcci indicati per proteggere questi bambini sono 3:

  1. rivaccinare completamente il minore come se non gli fosse stato somministrato alcun vaccino (metodica più sicura, ma anche costosa);
  2. testare il minore con un prelievo ematico per dosare gli anticorpi più comuni come polio, tetano, morbillo, epatite (metodica più valida, ma anche più costosa). E’ importante sapere che esistono delle tabelle che indicano i titoli anticorpali considerati validi;
  3. completare le vaccinazioni secondo lo schema del Paese di accoglienza considerando valide quelle presumibilmente eseguite (metodica secondo alcuni sufficiente).

Cercando nel portale scientifico PUBMED le indicazioni a livello internazionale, si evidenziano 2 articoli che vengono considerati fondamentali in tema di vaccini:

  1. Discrepancies between Protocols of Immunization Targeting Internationally Adopted Children in Western Country pubblicato su Vaccines (2020) e disponibile anche on line. In questo articolo, si ribadisce, tra le altre cose, come talvolta il fallimento della copertura vaccinale possa essere secondario alla malnutrizione, alle infestazioni di elminti oppure ad immunodeficienze, ad esempio da HIV. In presenza di queste evenienze potrebbe essere utile il dosaggio anticorpale. Oltre a dare delucidazioni sui possibili approcci per ottenere una buona copertura vaccinale, che abbiamo precedentemente analizzato, la pubblicazione riporta anche i valori dei i titoli anticorpali per considerare una vaccinazione valida.
  2. Immunization status of IAC in Rome, pubblicato nel 2015, suggerisce di completare le vaccinazioni secondo lo schema del Paese di accoglienza.

Il vaccino per il COVID

La pandemia Covid 2019 ha portato alla ribalta l’importanza delle vaccinazioni.

Bisogna anche ricordare che la malattia nei bambini è più lieve e solo in una minoranza di casi provoca una sindrome infiammatoria multi-sistemica.

Se una donna in gravidanza viene vaccinata, il figlio sarà protetto fino a 6 mesi.

Per quanto riguarda le dosi, ne sono sufficienti 2, a dosaggio diverso secondo le età.

Ovviamente la vaccinazione difficilmente è stata praticata in alcuni Paesi di provenienza dei minori. In questo caso si può procedere con la vaccinazione dopo l’arrivo in Italia. 

Cristina Zacchè 

Pediatra, Psicologa

  

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