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29 Settembre, 2024

Modelli di attaccamento nei bambini adottati tardivamente

Dal "diritto dei genitori ad avere un figlio" al "diritto del bambino ad avere una famiglia di affetti"
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In passato l’adozione veniva utilizzata per assicurare un erede ai genitori senza figli e quindi era fondata sul “diritto dei genitori ad avere un figlio”. Oggi, al contrario, l’adozione ha lo scopo di assicurare al bambino il “diritto di avere una famiglia di affetti” cercando di recuperare, mantenere e valorizzare anche quelle che sono le sue origini e il suo passato in un legame che unisce attraverso un filo invisibile i genitori biologici, il figlio adottivo e i genitori adottivi.   

Si tratta di un modo di “fare famiglia” in cui i genitori adottivi scelgono di diventare padre e madre del bambino adottivo, offrendogli la possibilità di crescere all’interno di una famiglia accogliente, accudente ed affettuosa e in cui quello stesso bambino sceglie di voler essere figlio dei suoi genitori adottivi.

Le ragioni della mia scelta di questo argomento di tesi 

Nella mia tesi di laurea ho deciso di approfondire il tema del recupero del legame di attaccamento dei bambini adottati e la scelta di questo argomento è legata principalmente al desiderio che mi accompagna da sempre di diventare madre di un bambino adottivo e di prendermi cura di lui offrendogli quell’ambiente di affetti positivo, stabile e continuo che i genitori biologici, per un qualunque motivo, non hanno voluto o non hanno potuto offrirgli. In questa scelta determinante è stato anche il mio ruolo di educatrice per l’infanzia che mi ha spinta ad approfondire queste tematiche così da avere le competenze necessarie qualora, nel mio percorso lavorativo, mi trovassi di fronte ad una famiglia adottiva.  

Un approfondimento sul caso dei bambini ‘adottati tardivamente’

L’adozione è un tema molto delicato e ancora non del tutto esplorato in cui confluiscono tanti aspetti. Io ho scelto di approfondire quello relativo alla costruzione del legame di attaccamento del bambino con la famiglia adottiva. La creazione di questo tipo di legame è una predisposizione biologica che i bambini manifestano nei confronti della principale figura di riferimento adulta, generalmente la madre, fin dai primi mesi di vita: all’interno delle famiglie biologiche questo avviene seguendo un percorso fisiologico che coinvolge il bambino e l’adulto mentre nelle famiglie adottive si tratta di un percorso molto più complesso e spesso tortuoso.

In particolare, recenti studi hanno dimostrato che rispetto ai bambini adottati entro i 12 mesi di vita che creano il loro primo legame di attaccamento direttamente con i genitori adottivi i bambini adottati dopo il compimento del primo anno di vita incontrano maggiori difficoltà nella creazione del legame di attaccamento con i nuovi genitori. Questi bambini “adottati tardivamente” hanno subìto almeno una rottura relazionale nei confronti della principale figura di riferimento adulta e molto spesso hanno vissuto, nei primi mesi di vita, esperienze negative e traumi cumulativi quali grave trascuratezza, abbandono, abuso e maltrattamento. 

Proprio per questi motivi, generalmente, fanno ingresso nella famiglia adottiva con un modello di attaccamento di tipo insicuro e talvolta disorganizzato, mostrando difficoltà nella creazione dei nuovi legami e riproducendo con i genitori adottivi gli schemi comportamentali sviluppati in funzione delle cure di cui il minore ha fatto esperienza fino al momento dell’adozione. Inoltre, questi bambini si aspettano che i nuovi caregiver abbiano le stesse caratteristiche di quelli precedenti e per questo motivo tendono a replicare preventivamente i modelli comportamentali che mettevano in atto nel contesto di crescita. 

Difficoltà bi-univoche, dei bambini ma anche dei genitori adottivi

Le strategie difensive apprese nelle esperienze pre-adottive che hanno aiutato questi bambini a sopravvivere da un punto di vista fisico e psicologico all’interno del contesto di deprivazione e maltrattamento, l’atteggiamento di rifiuto di cura espresso nei confronti dei nuovi genitori, così come aspetti di fragilità emotiva, distacco, e ostilità sono tutti aspetti che il bambino porta con sé all’interno del nuovo contesto familiare. Ma accanto alle difficoltà del bambino e alla sua idea di poter contare solo su sé stesso, non possiamo dimenticare quelle dei genitori adottivi che, seppur consapevoli della necessità di un approccio delicato e attento nel fornire cure e supporto al bambino e di fornirgli un ambiente stabile e amorevole, di fronte a questi comportamenti potrebbero sviluppare preoccupazione, ansia, disorientamento e frustrazione. Tutto questo può generare una delle più grandi difficoltà legate all’esperienza adottiva, ovvero il rischio del fallimento adottivo.

Una relazione basata sulla fiducia condivisa rappresenta l’unica via di recupero di un attaccamento sicuro

Se l’adozione ha come scopo principale quello di tutelare il diritto del bambino ad avere una famiglia di affetti all’interno della quale crescere è fondamentale cercare di favorire le condizioni adeguate per far sì che questo avvenga. Nel mio lavoro ho cercato di dimostrare, attraverso il supporto di studi e ricerche, come l’adozione può rappresentare un’opportunità di recupero del legame di attaccamento per i bambini adottati tardivamente. In particolare, in questo senso, ciò che è risultato fondamentale è la creazione di un ambiente di affetti positivo, stabile e continuo, la presenza di genitori con un modello di attaccamento di tipo sicuro e un parenting che riesca a rispondere in modo sensibile e costante ai bisogni di protezione, conforto e calore del bambino per creare una relazione basata sulla fiducia condivisa. 

Conclusioni

Quando ho iniziato a scrivere la mia tesi di laurea il mondo dell’adozione mi era del tutto nuovo e i testi e le varie ricerche consultate mi hanno aiutata molto nel conoscere e nel comprendere le diverse situazioni e le reali difficoltà che genitori e bambini adottivi possono incontrare in questa complessa esperienza. Dal percorso di ricerca è emerso chiaramente che è possibile prevenire e superare tali criticità attraverso la promozione di adeguati e specifici interventi di sostegno, messi in atto dalle varie istituzioni, che tengano in considerazione il vissuto e le specificità di ogni soggetto coinvolto e che sia di supporto nel creare quell’ambiente protetto di cui il bambino ha bisogno per lo sviluppo di un attaccamento sicuro con le nuove figure di riferimento.

Silvia Anna Antonaci 

Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione 

Scuola di Studi Umanistici e della Formazione, Università degli Studi di Firenze 

Relatore: Annalaura Nocentini

Tesi di laurea triennale

Modelli di attaccamento e bambini adottati tardivamente: una possibile revisione nell’esperienza adottiva

Anno accademico 2023-2024

Approfondisci leggendo l’abstract della tesi

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