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09 Ottobre, 2022

MSNA, flussi migratori in evoluzione

I flussi migratori dei minori stranieri non accompagnati sono cambiati in relazione alla guerra in Ucraina. Scopri come diventare tutore!
Giuseppina Facchi
Psicologa, psicodiagnosta, psicoterapeuta. Già responsabile del Servizio di Psicologia Clinica dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Crema, ha lavorato nell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Flussi migratori in evoluzione

Al 30 giugno 2022 – secondo il Rapporto 1° semestre 2022 MSNA i minori stranieri non accompagnati in Italia erano 15.595 (+ 99,9% rispetto al 30 giugno 2021; + 210,9% rispetto al 30 giugno 2020).

“Un dato in forte aumento, in larga parte attribuibile all’arrivo sul territorio italiano di un considerevole numero di MSNA dall’Ucraina. Dall’inizio del conflitto, febbraio 2022, al giugno, hanno fatto ingresso nel nostro paese oltre 5 mila minori ucraini, che rappresentano in questo momento circa un terzo delle presenze complessive”.

Confrontando i dati dei due report (30/06/2021 vs 30/6/2022) si  confermano movimenti significativi rispetto al genere, alla provenienza e all’età in concomitanza con la guerra Russia-Ucraina.

Pur rimanendo i maschi la maggioranza, il rapporto in base al genere è cambiato e le femmine sono passate dal 3% al 20% circa.
Per quanto riguarda la provenienza la prima nazionalità è risultata l’Ucraina (34.6%), seguono Egitto, Albania, Bangladesh, Tunisia. Nel Report 2021, in ordine si trovavano  Bangladesh, Egitto, Tunisia, Albania.

In riferimento all’età, pur confermandosi rilevante il gruppo  17 anni (44,8%), significativamente in aumento è  la classe 7 -14 anni (22,0%), a seguire 16 anni (19,3%), 15 anni (9,8%) e da sottolineare anche la presenza di minori con età uguale e inferiore a 6 anni (4,1%).

Cambiamenti si sono verificati anche in relazione alle Regioni di accoglienza, in ordine, Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna, Calabria, Lazio. Congiuntamente queste Regioni raccolgono circa il 60% dei minori non accompagnati presenti in Italia al 30 giungo 2022.

In sintesi, conflitti, guerre, carestie e rotte influenzano le caratteristiche dei flussi migratori. La guerra Russia-Ucraina  ha determinato  l’abbassamento dell’età e l’aumento delle femmine.

Si tratta di dati che risentono dell’evoluzione della guerra in corso e della possibilità per i minori ucraini non accompagnati di un rientro a casa o di un ricongiungimento con le famiglie.

Il fenomeno dei Minori stranieri non accompagnati ha una dimensione europea ed è regolato a livello comunitario, statale, regionale e anche locale. Attualmente non trova una gestione uniforme e assume nelle diverse realtà istituti e modalità diverse.

Riferimenti legislativi

In Italia, un contributo fondamentale rispetto all’accoglienza e all’integrazione dei minori stranieri non accompagnati è stato fornito dalla legge Zampa n°47/2017. In precedenza i minori erano considerati popolazione migrante e non una categoria con esigenze specifiche.

Si tratta di una legge relativamente  recente, la cui attuazione ha subito gli effetti negativi della pandemia, che ha rallentato e  bloccato, almeno per qualche periodo, gli ingranaggi del sistema a livello nazionale e territoriale. Da aggiungere che  il numero dei minori stranieri non accompagnati è in espansione e ad esso  non corrisponde un adeguato aumento di spazi e risorse umane ed economiche.


A proposito della denominazione di minori stranieri non accompagnati.

  • Per lo Stato italiano si è maggiorenni dopo il compimento dei 18 anni. Quindi al di sotto di questa età si è considerati minorenni indipendentemente dal paese provenienza. Per esempio, in Iran le donne diventano maggiorenni dopo il compimento dei 9 anni.

Garantire istruzione e sicurezza non significa tuttavia sottovalutare la condizione evolutiva e psicologica del minore e la sua cultura d’origine nei processi di accoglienza e integrazione.

Non sempre i minori sono forniti di documenti che ne attestino l’età. Alcuni hanno dubbi sull’essere o meno maggiorenni e per questo motivo possono essere sottoposti ad esami strumentali per determinare in base allo sviluppo osseo quale età possa essere loro attribuita. In altri casi invece lo sviluppo fisico risulta inferiore e non rispecchia la maggiore età dichiarata.

Una percentuale molto elevata ha un’età superiore ai 17 anni, alcuni già all’arrivo in Italia si avvicinano ai 18. Quindi si pone da subito il problema del passaggio alla maggiore età e la necessità di provvedimenti che garantiscano la non espulsione.

Nel luglio 2020 è stato approvato un protocollo sull’accertamento dell’età concordato fra Stato e Regioni, a cui ha fatto seguito o deve seguire l’impegno regionale ad attuare le disposizioni previste. Si tratta di un  documento estremamente importante e indispensabile nei casi dubbi.  

  • Stranieri sono tutti coloro che non provengono da Paesi europei.
  • Sono minori non accompagnati, cioè che non sono accompagnati da genitori o da altri adulti legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano.

A questo proposito è importante tener presente che viaggiano soli, ma non soli. Per alcuni il legame con i familiari nel Paese d’origine può essere molto forte e simbolicamente presente nel contesto di arrivo.

“La scelta di migrare nasce dal bisogno di respirare. È così. E la speranza di una vita migliore è più forte di qualsiasi sentimento. Mia madre, ad esempio ha deciso che sapermi in pericolo lontano da lei, ma in viaggio verso un futuro differente, era meglio che sapermi in pericolo vicino a lei, ma nel fango della paura di sempre…”

(F. Geda “Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollaha Akbari”, Baldini e Castoldi, 2010).

In situazioni di questo genere la separazione dal luogo d’origine non è vissuta come un abbandono, ma accompagnata dal desiderio e dalla speranza di un futuro migliore.

Per esempio, in Egitto può essere la famiglia stessa a provvedere economicamente e organizzare il viaggio, a scegliere i ragazzi più forti e preparati a sostenere le fatiche della migrazione e a indicare la destinazione da raggiungere.

La migrazione può essere accettata per soddisfare bisogni e aspettative della famiglia. I minori possono essere incaricati dalla famiglia stessa ad emigrare e  ricevere un mandato che può essere quello di  realizzare un progetto che preveda dei vantaggi per i mandanti, spesso di tipo economico.

Il desiderio di partire può essere condiviso con la famiglia oppure la partenza può essere imposta.

In ogni caso va riconosciuta quale sia la posizione del minore rispetto alla decisione assunta di intraprendere il viaggio migratorio.

Un’altra importante questione  riguarda la figura del tutore volontario, istituita con la legge Zampa.

Dopo una prima entusiastica risposta da parte di numerosi cittadini e l’impegno di molti Garanti per l’Infanzia regionali, permangono, anche a causa della pandemia, una serie di criticità rispetto alla formazione dei tutori, alla selezione, all’elenco e nomina da parte del Tribunali dei Minori.  Da non sottovalutare le difficoltà  nell’accompagnamento strutturato dei tutori nel loro lavoro, nel rapporto tutore-tutelato, nella scarsa chiarezza sui rispettivi ruoli e sulle modalità di interazione tra i tutori e gli attori della rete sociale: comunità, servizi sociali, sanitari e scolastici, tribunale per i minorenni.

I minori non accompagnati sono collocati presso le strutture di accoglienza o le famiglie affidatarie. Il tutore volontario non è necessariamente l’affidatario.

Che cosa devo fare per diventare tutore MSNA?

  1. Visita il sito del Garante per l’Infanzia
  2. Compila il modulo di adesione per area geografica
  3. Frequenta un corso di formazione proposto (4 o 5 incontri anche online/ 24 ore)
  4. Alla fine del corso dichiara la tua disponibilità per l’iscrizione in apposito registro dei Tutori
  5. Il TdM ti contatterà per diventare il tutore di un MSNA.
  6. Avrai scambi d’informazioni con i Servizi Sociali e la Comunità che ospita il Minore
  7. Durante l’esperienza il TdM può chiedere una relazione trimestrale, semestrale o altro.

Quali sono i compiti del tutore volontario?

  1. Assicurare che sia garantito alla persona minore di età l’accesso ai diritti senza alcuna discriminazione
  2. Promuovere il suo benessere psicofisico
  3. Seguire i percorsi di educazione e integrazione, verificando che si tenga conto delle sue capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni
  4. Vigilare sulle condizioni di accoglienza, sicurezza, protezione
  5. Amministrare l’eventuale patrimonio

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