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23 Gennaio, 2025

Tre buste con sei proiettili a due assistenti sociali dell’area Tutela minori

All’articolo che racconta l’accaduto uniamo alcune riflessioni a riguardo:

Sentirsi o essere sotto perenne attacco?
E’ questa la domanda che ogni assistente sociale si pone nella propria carriera professionale. Ancor di più quando apprende che nella cassetta delle lettere di un direttore e di due assistenti del lodigiano, dell’area Tutela minori, sono arrivate tre buste chiuse, ciascuna con dentro due proiettili.


Sono in aumento le ricerche sulle violenze ai professionisti sociali, che riportano dati allarmanti, con aggressioni verbali e fisiche sempre più diffuse.

L’Ordine professionale continua a segnalare la situazione, con i mezzi a propria disposizione; gli assistenti sociali evidenziano un senso di insicurezza sempre più dilagante.


La partita, anche a livello politico, sembra però centrarsi sulla difesa e su strategie di gestione dell’emergenza. Gli assistenti sociali chiedono invece – a gran voce – un maggiore investimento preventivo, che possa favorire una reale conoscenza della complessità del ruolo, della delicatezza delle situazioni gestite, per ridurre il pregiudizio e gli stereotipi (tra tutti, ancora scalpita il “ladri di bambini”) che culturalmente vengono attribuiti alla professione.
Ciascuno, nel proprio piccolo, può fare molto.

Possiamo mostrare solidarietà ai colleghi coinvolti, ma anche diffondere un messaggio diverso, a sostegno dei professionisti del sociale.

Silvia Bruffa

Assistente sociale

Volontaria ItaliaAdozioni