Logo ItaliaAdozioni
M
Condividi
03 Luglio, 2022

Quando la prima visita nei centri ospedalieri per le adozioni?

Prima visita tra i 15 giorni e i 2 mesi dall'ingresso in Italia, senza fretta, lasciando al bambino il tempo di ambientarsi
ItaliaAdozioni
insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido

Prima visita nei centri ospedalieri per le adozioni

I bambini adottati provenienti dai diversi Paesi del Mondo possono essere sottoposti ad uno screening che comprende diversi accertamenti atti a verificare il loro stato di salute.

Sono previste due visite pediatriche: una prima visita conoscitiva di inquadramento e una seconda visita in cui il bambino viene sottoposto ad una serie di approfondimenti clinico-laboratoristici e di viste specialistiche per identificare la presenza di eventuali patologie da dover trattare.

Una domanda che molto spesso viene posta dai genitori dei bambini provenienti da adozioni internazionali è quando eseguire la prima visita presso il centro ospedaliero. Per diverse motivazioni è importante che la prima visita non venga eseguita immediatamente all’arrivo del bambino in Italia, ma che avvenga tra i 15 giorni e i 2 mesi dall’arrivo in Italia, eccetto urgenze.

L’importanza di far ambientare il bambino

Innanzitutto, è importante che il bambino si ambienti: sono tante le novità a cui deve far fronte e portare un bambino in Ospedale può spaventarlo ed essere problematico. I bambini apprendono molto velocemente e per questo è importante far passare qualche settimana dall’arrivo in Italia per poter ottenere una minima compatibilità linguistica. Questo ha diverse implicazioni. Riuscire a comunicare con il bambino è fondamentale per poter comprendere meglio le sue problematiche e le sue necessità, per poter appurare quali sono le sue abitudini e per poter spiegare al bambino il percorso di screening a cui sarà sottoposto in Ospedale.

L’importanza di osservare il bambino per identificare eventuali necessità e problematiche non note

Quando i bambini adottati arrivano in Italia viene fornita una scheda sanitaria da parte dell’Istituto di provenienza del Paese di Origine. La problematica principale è che non sempre queste schede sanitarie sono affidabili e spesso le traduzioni rendono più difficoltosa la comprensione. Di conseguenza è fondamentale aspettare qualche settimana dall’arrivo in Italia prima di eseguire la visita al centro ospedaliero per poter accorgersi di segni e sintomi del bambino che non erano stati segnalati.

Inoltre, i genitori dei bambini adottati dovrebbero porre particolare attenzione alle loro abitudini comportamentali, alimentari, di educazione al gioco e al loro ritmo sonno-veglia. In questo modo alla prima visita presso il centro ospedaliero sarà possibile valutare queste abitudini e considerare se vi è la necessità di modificarle, dando ai genitori degli utili consigli.

Le vaccinazioni

Le preoccupazioni dei genitori dei bambini adottati, che possono portarli a voler eseguire subito la prima visita presso un centro autorizzato, possono essere diverse. Una di queste può essere quella di voler sottoporre il bambino alle vaccinazioni in modo da adattarsi al calendario vaccinale vigente in Italia.

Uno degli accertamenti laboratoristi che viene eseguito nei centri ospedalieri è la valutazione dei titoli anticorpali del bambino in modo da poter stabilire quali vaccini ha già eseguito e quali invece sono da effettuare, per non doverlo sottoporre a vaccinazioni inutili.

Va segnalato che, per quanto riguarda l’inserimento in comunità, nella maggior parte dei casi le scuole non hanno regole così stringenti e possono accettare il bambino, se sono a conoscenza che verrà sottoposto alle vaccinazioni utili nel corso di poco tempo.

Le malattie infettive del Paese di origine

Un’altra preoccupazione che può insorgere nei genitori dei bambini provenienti da adozioni internazionali è la presenza di malattie infettive contratte nel Paese di origine. Se ad esempio un bambino proveniente dall’Africa dovesse manifestare febbre senza una apparente causa, una delle diagnosi da prendere in considerazione potrebbe essere la malaria. In questo caso è opportuno l’accesso presso un Pronto Soccorso per confermare o smentire la diagnosi. E’ sempre utile prendere contatti con il Pediatra Curante in modo da avere indicazioni su come comportarsi in caso di  evento acuto.

Sarebbe auspicabile una buona collaborazione tra il Pediatra curante ed il Centro ospedaliero di riferimento al fine di creare una rete tra il territorio, l’Ente autorizzato alle adozioni e l’Ospedale.

Se il bambino gode di buona salute non bisogna preoccuparsi, l’eventuale presenza di malattie infettive, come le parassitosi intestinali o la tubercolosi, verranno valutate durante lo screening presso il centro ospedaliero per le adozioni ed eventualmente trattate.

Attendere: i risvolti positivi

In conclusione, sono tanti i motivi per cui non preoccuparsi di effettuare il prima possibile la visita presso il centro ospedaliero per le adozioni. Attendere ha una serie di risvolti positivi, come già affermato, tra cui quello di far ambientare il bambino e di osservarlo nella sua quotidianità.

Rosangela Arancio, Medico Pediatra

Stefania Margiotta, Medico Specializzando in Pediatria

Ospedale San Paolo – ASST Santipaolocarlo

* La Clinica Pediatrica dell’Ospedale San Paolo prende parte al Gruppo di Lavoro Nazionale per il Bambino Migrante della Società Italiana di Pediatria. (GLNBM – SIP)

Altri articoli su aspetti medici:

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli