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14 Giugno, 2021

Raccontarsi attraverso il disegno: una narrazione possibile

Cosa significano i disegni dei bambini? Nell’adozione il disegno è importante per decifrare le emozioni nascoste dei nostri figli.
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insieme a favore di una migliore cultura dell'Adozione e dell'Affido
Elaborato del concorso “L’adozione fra i banchi di scuola” (tutti i diritti riservati)

Il disegno: pezzi di sé tracciati sul foglio

Ogni disegno porta con sé una storia, anzi la propria storia; ciascuno possiede i colori più adatti per decorare quello che è il disegno più importante, ovvero, la propria vita. Il disegno è la voce dell’anima del bambino, rappresenta la parte più profonda, quella “scatola nera” contenente segreti ed emozioni per cui non vi sono parole. Con un tratto di matita ed un tocco di colore si gioca, si comunica; in questo modo i bisogni ludici, affettivi ed emotivi vengono appagati. Ogni segno impresso su carta rappresenta una mappa preziosa alla scoperta di quello scrigno così ricco e profondo.

Per un genitore è fondamentale riuscire a comprendere i propri figli, gioire con loro nei momenti più belli e trasformare una lacrima in un sorriso, ma non sempre i bambini riescono a comunicare, soprattutto i più piccoli spesso non riescono ad esprimere quanto hanno dentro. Il bambino ha meno difese dell’adulto di fronte alle emozioni, pertanto, è importante osservarlo sia nei movimenti che nell’utilizzo degli strumenti a sua disposizione; un album da disegno può svelarci davvero molto se siamo osservatori attenti…

Il disegno nelle varie fasi di crescita

La creazione di un disegno distinto passa attraverso le varie fasi della crescita; gli scarabocchi (prima fase 2 anni) solitamente rappresentano una scarica energetica; intorno ai 3 anni avviene il passaggio alla realizzazione del disegno vero e proprio, in questo periodo la fantasia è molto vivace e qui inizia la creazione di storie, che possono aiutarci a comprendere il suo stato d’animo. Risulta importante tenere in considerazione che proprio perché viene rappresentato lo stato interiore, egli non è però ancora in grado di rappresentare la realtà esterna come essa appare.

Occorre aspettare sino all’età scolastica, per avere una distinzione netta tra il piano della realtà e quello della fantasia. È possibile cogliere, nel bambino adottato, un ponte tra il suo passato e il presente; talvolta gli elementi del “prima” convivono armoniosamente con il “dopo” (per es. L’istituto sormontato da cuori giganti, bambini dell’istituto assieme a nuovi amichetti).

Attraverso l’attività grafica del bambino è possibile analizzare le immagini mentali e relazionali della persona e della famiglia.

Il test della famiglia

Un test utile per cogliere gli aspetti relazionali, può essere Il test della famiglia che, si basa sul concetto psicoanalitico di proiezione: la riproduzione grafica del nucleo familiare esprime aspetti interni del bambino e caratteristiche dell’ambiente in cui vive. Questo test consiste nel chiedere al bambino di tracciare un disegno di una famiglia qualsiasi che sta facendo qualcosa; è importante non influenzare il soggetto.

È importante richiedere il disegno di una famiglia qualsiasi e non la propria poiché il bambino avrà in questo modo la possibilità di proiettare con più facilità le proprie emozioni e gli impulsi, soprattutto nel caso di una forte tensione interna nei confronti dei genitori. Oltre ad ottenere informazioni sui componenti stessi del nucleo familiare, è possibile comprendere anche la lontananza e la vicinanza dei soggetti stessi nella percezione che il piccolo ha.

Alla fine del test si può decidere di somministrare un questionario in grado di fornirci informazioni ulteriori sul vissuto dell’autore del disegno. Si pongono domande in merito ai personaggi, qual è il personaggio più felice, il più buono, se il soggetto avrebbe piacere di far parte di questa famiglia… Nel test può presentarsi la valorizzazione o svalorizzazione dei personaggi rappresentati.

Il test della casa

A fare da cornice a questo lavoro sulla famiglia, potrebbe essere interessante proporre anche il Test della casa. Questo tipo di disegno ci fornisce informazioni sul contenuto emotivo-affettivo del disegnatore, sul suo modo di vivere i rapporti familiari sia con i genitori che a livello sociale in senso più allargato. La casa compare fin dai primi scarabocchi, sin da un’età molto precoce si intravede una necessità di sicurezza all’interno del proprio “nido”, al riparo dai pericoli del mondo esterno.

Vivere a colori

Talvolta possono comparire elementi del passato, di cui non si ha voglia di parlare, che attraverso il disegno invece si riesce a definire; se emergono elementi di disturbo all’interno del disegno, è importante non allarmarsi nell’immediato, piuttosto, si può osservare se tali aspetti compaiono anche durante la routine quotidiana come per esempio nell’attività ludica…

I colori, i soggetti, le linee possono essere piccoli escamotage per creare quel “ponte” tra prima e dopo. Le sfumature possono aiutare a intraprendere un cambiamento, coltivando la fantasia, immaginando nuovi orizzonti.

Greta Bellando

Pedagogista

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