
La ricerca delle origini attraverso i social network: un pericolo o una possibilitร per lโadottato?
La diffusione negli ultimi anni di Internet e dei social media ha fatto emergere un fenomeno sempre piรน diffuso e preoccupante: alcuni ragazzi adottati ricercano le proprie origini biologiche attraverso i social network, che perรฒ non offrono adeguate tutele alla loro privacy e sicurezza.[1]
Social network: quale identitร per il ragazzo adottato?
Lโadozione รจ unโesperienza di vita, che puรฒ portare la persona adottata a confrontarsi con il proprio passato e spesso con eventi traumatici relativi alla propria famiglia di origine.
Una volta entrato nella famiglia adottiva, sarร fondamentale per lโadottato ricostruire il proprio puzzle di vita tra passato (prima dellโadozione), presente (lโadozione e i rapporti con la famiglia adottiva) e quello che sarร il futuro. Avere un quadro chiaro della propria esistenza lo aiuterร a costruirsi unโidentitร stabile, soprattutto da un punto di vista psicologico, che lโaccompagnerร nella sua crescita futura.
Si tratta di un percorso complesso e che prevede tempi e spazi molto personali, dove la persona adottata cerca risposte a profonde domande esistenziali profonde: ยซchi sono?ยป, ยซperchรฉ sono stato adottato?ยป, ยซla mia famiglia biologica mi ha abbandonato?ยป.
In questo scenario lโadottato puรฒ costruire unโidea di sรฉ, un po’ โfalsata” e immaginaria, cosรฌ come della propria storia biologica, non conoscendo tutti i tasselli del puzzle e lโutilizzo dei social network puรฒ contribuire a rispecchiare chi รจ e cosa vuole dalla vita, con inevitabili vantaggi e svantaggi.
Non รจ un mistero che il mondo di Internet abbia modificato, irrimediabilmente, soprattutto tra i piรน giovani, le modalitร di costruzione dei legami sociali, favorendo sempre piรน spesso relazioni tra persone lontane.
In questa dimensione virtuale, i legami assumono un significato particolare, dove ognuno esterna le proprie fragilitร e ha bisogno di ricevere dallโaltro conferma e accettazione delle proprie. Non solo, ma lโuniverso digital permette di creare relazioni limitate ad aspetti solamente positivi. La persona tende a rappresentarsi in uno scenario eccessivamente patinato e โperfettoโ, dove non sono ammessi difetti o difficoltร personali, ma allo stesso tempo si resta distanti dal proprio interlocutore per quanto โviciniโ.
La ricerca dei familiari biologici tramite i canali virtuali
Questi meccanismi si verificano, ugualmente, quando il ragazzo adottato ricerca i propri familiari biologici (genitori, fratelli, etc.) sui social network: le sue ricerche non si limitano ad una dimensione solamente virtuale, ma spesso creano un contatto nella realtร , permettendo di incontrare una persona mai conosciuta o con la quale in passato ha avuto un legame.
Inoltre, non bisogna sottovalutare come, spesso, i giovanissimi abbiano unโavanzata competenza tecnologica alla quale, perรฒ, non corrisponde unโidentica competenza emotiva ed affettiva per gestire questi contatti e gli eventuali incontri che ne possono derivare.
Il ragazzo adottato puรฒ trovarsi, quindi, estremamente disorientato in queste ricerche, e puรฒ anche evitare di coinvolgere la famiglia adottiva, la quale a volte ne viene a conoscenza solo quando il contatto e/o lโincontro รจ giร avvenuto.
Per queste ragioni Internet e i social network non rappresentano un canale sicuro dove elaborare i propri dubbi di identitร cosรฌ come la propria esperienza adottiva: senza una fondamentale funzione di filtro delle informazioni, lโadottato rischia di andare incontro a pericoli importanti, senza esserne del tutto consapevole[3].
Educare anche le famiglie al corretto utilizzo dei social network
Una corretta educazione allโuso dei social network aiuterebbe sia i giovani adottati che le loro famiglie.
Gli stessi genitori, infatti, tendono spesso a ricercare in questi strumenti unโimmediata gratificazione in tempo reale[4], senza pensare alle conseguenze per la propria sicurezza[5].
Spesso accade che siano i genitori adottivi a ricercare un parente biologico del figlio, sostituendosi a loro e anticipando questo desiderio di ricerca, per trovare โper primiโ la notizia e โsoddisfareโ cosรฌ le proprie paure o timori.
Questa modalitร che cosa puรฒ comportare ? Un ciclo pericoloso di segreti e veritร nel rapporto tra genitori e figli: i primi ricercano informazioni senza dire niente ai figli per paura di destabilizzarne la crescita. Tuttavia, prima o poi, arriverร il momento dello svelamento, che avrร , inevitabilmente, ripercussioni importanti sui figli. Gli scenari che si possono immaginare sono diversi (ad es. quando comunicarle?, che cosa fare delle notizie raccolte dal genitore? etc.).
La ricerca delle proprie origini: differenze tra ricerca ufficiale e ricerca โfai da teโ
Gli strumenti โfai da teโ (social network, investigatori privati, gruppi Facebook) che il ragazzo adottato ha a disposizione per ricercare le proprie origini sono facilmente accessibili.
Comprendere quali sono le principali differenze di una ricerca tramite canali ufficiali, anzichรฉ attraverso Internet e i canali social, ci permette di delineare le dimensioni di questo fenomeno sociale.
Innanzitutto, rileva lโetร minima alla quale il ragazzo puรฒ effettuare queste ricerche: usando canali ufficiali lโetร puรฒ oscillare tra i 16 e i 25 anni, a seconda del Paese di origine dellโadottato, mentre sui social network รจ consentito iscriversi giร a 13 anni[6].
In secondo luogo, un altro aspetto riguarda i tempi e i costi della ricerca. Seguendo i canali ufficiali, si registrano costi e tempistiche decisamente lunghi e complessi, rapportabili in mesi o in anni, compresa la possibilitร di dovere raggiungere il Paese di origine con tutte le difficoltร del caso. Invece, per chi si iscrive ad un qualsiasi social network, sono sufficienti pochi istanti per trovare la persona desiderata, a condizione che questa sia iscritta e accetti la nostra richiesta di amicizia (o abbia un profilo pubblico). Questa seconda alternativa รจ a โcosto zeroโ per il ragazzo adottato, anche se, alla fine, si trova a dovere โpagare” un prezzo altissimo: la sicurezza e la privacy propria e della propria famiglia, senza considerare tutti i dati sensibili, che avrร diffuso sui social network, spesso senza rendersene conto.
Chi sono i soggetti con i quali la persona adottata si puรฒ interfacciare nella ricerca?
Quando parliamo di ricerca delle origini, i canali ufficiali che possono fornire informazioni a questo riguardo sono le istituzioni competenti per territorio: il Tribunale per i Minorenni della cittร di residenza dellโadottato, lโente autorizzato che si รจ occupato dellโadozione internazionale e in generale i Servizi Sociali, se appositamente autorizzati dal Tribunale.
Bisogna distinguere, per quanto riguarda il nostro ordinamento giuridico, lโipotesi in cui lโadottato sia stato riconosciuto alla nascita dalla madre biologica: per accedere al fascicolo sulle proprie origini, sarร necessario che presenti istanza formale al Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza, una volta compiuto il venticinquesimo anno di etร .
Unโipotesi diversa, invece, riguarda lโadottato nato da parto anonimo (non riconosciuto alla nascita dalla madre biologica), che dovrร attendere 100 anni dalla propria nascita prima di accedere al proprio fascicolo (art. 93, co. 2, Codice Privacy). Tuttavia, nel 2013 la giurisprudenza รจ intervenuta, in mancanza di una legge ad hoc, con lo strumento del cd interpello: un iter protetto in cui lโadottato, compiuti gli anni 25, puรฒ presentare istanza al Tribunale per i Minorenni, chiedendo se la madre biologica intenda mantenere il proprio anonimato. Il Tribunale svolgerร delle indagini protette per rintracciare la donna nel rispetto della privacy di entrambi: se la madre accetta di sciogliere il proprio anonimato il tribunale, coadiuvato dai servizi sociali, si occuperร di organizzare degli incontri, sia separati che congiunti, con madre e figlio.
Solitamente la persona che รจ stata adottata allโestero (con adozione internazionale) potrร apprendere le informazioni sulle proprie origini direttamente dal fascicolo della propria adozione, che lโente autorizzato avrร consegnato alla famiglia adottiva.
Nel caso di ricerca โfai da teโ, ogni persona di cui si conosca il nome e qualche altro dato sensibile (cognome, data di nascita, paese di origine, ecc.) risulta accessibile a chi svolge la ricerca. Non solo, ma gli stessi social network non offrono alcuna garanzia di certezza e veridicitร circa le informazioni che vengono veicolate[7], esponendo la persona adottata anche a ricatti emotivi e/o economici.
Cosa puรฒ fare la famiglia adottiva?
Come abbiamo visto, la ricerca delle origini puรฒ essere una necessitร fisiologica della persona adottata, che aiuta a costruire la propria identitร , a prescindere dallโapproccio che la famiglia intende adottare al riguardo[8].
Tuttavia, data la pericolositร dei social network, lโapproccio ideale che i genitori dovrebbero assumere sarebbe quello improntato alla cd openess: si consiglia, infatti, unโapertura mentale il piรน ampia possibile, in modo da fare sentire il ragazzo a proprio agio in questo momento delicato.
La famiglia adottiva dovrebbe, infatti, evitare un atteggiamento chiuso e basato su segreti e bugie, o addirittura ricercare la veritร biologica e tenerla nascosta al proprio figlio. Assumere un atteggiamento aperto non รจ una regola assoluta, valida in ogni caso, ma puรฒ risultare lโapproccio โmiglioreโ per evitare difficoltร in futuro, o per poterle affrontare in modo consapevole, se e quando si presenteranno.
Conclusioni
Possiamo immaginare alcune diverse soluzioni per trovare una mediazione, non semplice, tra i diversi interessi in gioco: da un lato il desiderio di ricerca della persona adottata, dallโaltro i timori e le paure dei genitori adottivi, che si possono sentire โgenitori di serie Bโ, e infine lโeventuale interesse di parenti biologici a riprendere i rapporti con lโadottato e/o ad instaurarne di nuovi.
In primo luogo, laddove consentito dalla legge, andrebbero implementati i rapporti tra servizi sociali, istituzioni e famiglie biologica e adottiva. In questo modo sarebbe possibile gestire piรน efficacemente la possibilitร o anche solo il desiderio dellโadottato, di rintracciare le proprie origini in sicurezza per sรฉ e per la propria famiglia.
Inoltre non bisogna dimenticare che, almeno in Italia, solitamente, la famiglia adottiva viene lasciata da sola ad affrontare eventuali criticitร nel post-adozione: i servizi sociali, infatti, seguono il nucleo familiare solo per un anno dopo lโadozione.
In secondo luogo, puรฒ essere utile ricorrere alla mediazione familiare come luogo di incontro e spazio di riflessione per comprendere i bisogni e le motivazioni di tutti i soggetti interessati (persona adottata, famiglia adottiva e biologica). Riguardo a questa seconda possibilitร seguirร un approfondimento che tratteggerร rischi e potenzialitร dello strumento, soprattutto riguardo la figura del mediatore familiare e la sua formazione.
Dott. Edoardo Scianรฒ,
Giurista e Mediatore familiare
[1] Cfr. Coram BAAF Adoption & Fostering Academy, Dr John Simmonds presents the UK perspective of Adoption in the Digital Age at the European Parliament, 2019, in www.corambaaf.org.uk, 20 Marzo 2019.
Solitamente sono i minori adottati ad avviare questi contatti. Tuttavia non sono mancati casi nei quali i genitori biologici desiderano rintracciare il figlio precedentemente abbandonato o dato in adozione e/o mai conosciuto, oppure i genitori adottivi ricercano maggiori informazioni sulla famiglia biologica del figlio adottato alle sue spalle.
[2] Cfr. Sent. Corte Cost., n. 183/2023; S. De Carli, Adozione aperta: la legge resta e vince il โcaso per casoโ, 2023, in www.vita.it/adozione-aperta/, 30 settembre 2023.
[3] F. Vitrano, E. Morello, Trova e aggiungi agli amiciโฆil segreto dellโadozione ai tempi di Facebook, in Minori giustizia, 2012, 4, 122 ss. Cfr. Abburrร A., Femia F., Figli adottivi detective su Facebook per ritrovare la madre naturale, 2018, in www.lastampa.it/cronaca/2018/ , 13 Marzo 2018. Cfr.Fursland E., Facebook has changed adoption for ever, 2010, in www.theguardian.com, 19 Giugno 2010
[4] Cfr. L. Carotti (psicologa e psicoterapeuta), Genitori e figli social, tra opportunitร e rischi, quale consapevolezza? in www.psicologa-psicoterapeuta-rieti.it/.
[5] S. Chiapparo, La famiglia in epoca digitale. Gli adolescenti adottivi stranieri tra identitร multiple e societร liquide, in, Minori giustizia, 2013, 2, 214, 216 ss. I genitori adottivi (e anche quelli biologici) sembrano spesso ignorare che i cd networked publics, gli spazi pubblici virtuali, comportano una serie di caratteristiche inevitabili.
La persistenza di questi spazi (ciรฒ che viene pubblicato online permane per un tempo indefinito), cosรฌ come la loro ricercabilitร (i contenuti online, soprattutto se virali, sono facilmente rintracciabili), replicabilitร (le informazioni online possono essere facilmente ricondivise e replicate), ma anche lโinvisibilitร del pubblico (non sempre รจ possibile individuare gli utenti in ingresso e a quanti di loro ci stiamo rivolgendo).
[6] Addirittura, anche prima di avere compiuto 13 anni, se il ragazzo fornisce una data di nascita falsa, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare.
[7] C. Benini, Adozione e ricerca delle origini ai tempi di Facebook, in, Terapia Familiare, 2017, 115, 30 ss.
[8] E. Fursland, Faccia a faccia con Facebook – Manuale di sopravvivenza per le famiglie adottive, Le Comete Franco Angeli, Milano, 2015, 69 ss.




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