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Giovane ragazza alla scrivania
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06 Ottobre, 2024

Una vita che mai avrei immaginato

Melinda, oggi diciassettenne, traccia un racconto vivido della sua storia di adozione e della sua necessità di scrivere poesie.
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“Per la prima volta mi sentii a casa”

Mi chiamo Melinda e vorrei condividere con voi la mia storia, una storia che ha cambiato la mia vita e il mio modo di vedere il mondo. Sono nata in Ungheria nel 2007 e oggi ho 17 anni, quasi 18. Non so come sia iniziata la mia avventura, ricordo solo che mi sono trovata a vivere in una casa famiglia, molto piccola, senza sapere quanti anni avessi esattamente.


C’era una persona speciale accanto a me: mia sorella. Lei si è sempre presa cura di me, tutti i giorni, con una dolcezza che non dimenticherò mai. Non eravamo sole, la comunità in cui vivevamo era piena di bambini e ragazzi, ognuno con la propria storia, ognuno con il proprio dolore.

Ricordo le gite che facevamo insieme, specialmente una: eravamo al parco, c’era una scimmietta che ci osservava attraverso la recinzione e, con un gesto divertente, sembrava volerci invitare nel suo mondo. A pochi metri c’era anche un giardino con delle altalene, dove giocavamo spensierati, dimenticando per un attimo il peso che portavamo sulle spalle. Col tempo, però, quei momenti di spensieratezza diventarono sempre più rari. Iniziarono i giorni in cui gli altri bambini venivano adottati, mentre io rimanevo a guardare, chiedendomi quando sarebbe stato il mio turno.

Poi arrivarono loro, quella coppia speciale che avrebbe cambiato tutto. Ricordo il giorno in cui li incontrai per la prima volta. Stavamo giocando, loro mi osservavano da lontano con uno sguardo, che non ho mai dimenticato. Mi chiesero di passare un po’ di tempo con loro, ed io, incuriosita, ma anche un po’ spaventata, accettai.
Con loro mi sentivo bene e per la prima volta nella mia vita capii cosa significasse sentirsi “a casa”. Erano gentili, affettuosi e mi facevano sentire amata. Poi arrivò il momento della grande decisione: avrei voluto andare in adozione con loro? Non dimenticherò mai quel momento. Le educatrici mi dissero che dovevo rispondere di sì, che sarebbe stata la cosa giusta. Ma io sapevo, nel profondo del cuore, che non era solo un consiglio o un obbligo. Era una scelta che volevo fare io con tutta me stessa!

“Decisi di rischiare, di fidarmi“

Mi dissi: “Mai rinunciare a qualcosa di bello, perché forse in futuro potrei perdere ciò che non conosco ancora”. Decisi di rischiare, di fidarmi. E così partimmo insieme, verso una nuova vita. Prima di arrivare a casa loro, però, ci fu una sorpresa: il mare. Non l’avevo mai visto prima e per me fu un’esperienza unica. Sentii l’acqua fredda sulla pelle per la prima volta e capii che la mia vita stava davvero cambiando.


In Italia trovai una casa accogliente, con altre persone che, come me, avevano vissuto esperienze difficili. Tuttavia, con il passare dei giorni, mi accorsi che quella non era solo una casa, ma una vera e propria famiglia. Mia madre era la persona più dolce e amorevole che avessi mai incontrato. Dal primo momento capii che non l’avrei mai lasciata. Scherzavamo, ridevamo, litigavamo come fanno tutte le famiglie, ma la cosa più importante era che ci volevamo bene. Ogni ferita sembrava guarire più velocemente con loro accanto.

“Una domanda continuava a tormentarmi…. ”

Nonostante il calore e l’amore che trovai nella mia nuova famiglia, una domanda continuava a tormentarmi: perché i miei genitori biologici avevano rinunciato a me? Cosa li aveva portati a fare una scelta così difficile? Ancora non ho una risposta, ma spero che un giorno avrò l’opportunità di chiedere loro il perché. Tuttavia, nonostante il dolore, ho capito una cosa importante: non bisogna mai rinunciare a una famiglia. Loro mi hanno scelta e io ho scelto loro. Siamo una famiglia, e questo è ciò che conta.


A chiunque si trovi a vivere una situazione simile alla mia, vorrei dire una cosa: non abbiate paura di amare e di essere amati. La vita ci mette davanti a ostacoli difficili, ma con il giusto supporto affettivo, si possono superare. Anche se i genitori biologici non sono più parte della mia vita quotidiana, io ho trovato una famiglia che mi ama incondizionatamente, e questo è ciò che davvero importa.
Ora vivo una vita che mai avrei immaginato. Ho capito che gli errori del passato non definiscono chi siamo, e che il futuro è una pagina bianca, tutta da scrivere. Non dobbiamo mai smettere di lottare per ciò che desideriamo, e soprattutto, non dobbiamo mai rinunciare alla speranza.


La mia storia è una testimonianza di come l’amore possa trasformare una vita. La vita è un dono prezioso, ed è nostro dovere viverla appieno, con coraggio e gioia. Viviamo ogni giorno con gratitudine, senza darci per vinti. La vita è bella, e merita di essere vissuta sempre.

“Ad un certo punto ho sentito il bisogno di scrivere poesie”

La poesia è spesso un viaggio personale che nasce da una profonda esigenza di esprimere ciò che non trova facile sbocco nella vita quotidiana. Non esiste un momento esatto in cui una persona “inizia” a scrivere poesie; a volte accade quasi per caso, altre volte dopo una lunga riflessione.
Potrei dire che ho iniziato a scrivere poesie quando le parole comuni non bastavano più per raccontare quello che sentivo. Forse è stato dopo un momento di grande gioia o di dolore, quando mi sono accorta che avevo bisogno di uno spazio libero, senza regole rigide, dove lasciare che il mio io più profondo emergesse. Scrivere poesie non è stato un atto meditato e pianificato, ma una necessità: una penna e un foglio diventano, in certi momenti, i miei migliori confidenti.


Credo che siano stati due i grandi motivi che mi hanno dato l’urgenza: il bisogno di comprensione e la ricerca di bellezza. Da una parte, scrivere mi ha aiutato a dare un senso alle mie emozioni, a capire meglio quello che mi accadeva dentro. Le poesie mi hanno offerto una lente attraverso cui guardare i miei sentimenti, le mie esperienze e i miei pensieri da prospettive nuove. Dall’altra parte, provo un’innegabile attrazione per la bellezza delle parole, il modo in cui i versi possono dipingere immagini potenti, evocare sensazioni e trasportare chi scrive e chi legge in mondi lontani.
Inoltre, a guidarmi verso la poesia è stata la curiosità di esplorare il linguaggio, di sperimentare nuove forme di espressione. C’è una magia intrinseca nella poesia, una sorta di dialogo silenzioso che si instaura tra il poeta e il lettore, ma prima ancora tra il poeta e se stesso. La poesia è diventata uno spazio di rifugio, di introspezione, ma anche uno strumento per toccare le emozioni, per connettersi con gli altri attraverso l’universale, nonostante il personale. La bellezza dei versi, la loro capacità di toccare corde profonde, mi ha spinto a voler creare quelle sensazioni con le mie parole.
Per me scrivere poesie è stato, ed è tuttora, un cammino di scoperta interiore e di dialogo con il mondo. È un processo di trasformazione, in cui le esperienze quotidiane diventano rivelazioni personali e universali.

Ve ne regalo una:

Radici nel cuore

Nel silenzio che abbraccia l’anima mia,
un filo invisibile mi lega a radici
che non conosco, che forse non avrò mai.
Mi chiedo chi sono, dove ho avuto inizio,
in quale grembo sono stata pensata.


Nel volto che mi sorride ogni giorno,
cerco riflessi di me,
ma spesso trovo solo amore,
quello forte, quello vero,
quello che non chiede chi ero, ma chi sono.

Sono nata due volte:
una dal sangue, l’altra dal cuore.
E se il primo ha dato forma alla mia carne,
il secondo ha scolpito la mia anima,
dipingendo la mia anima di colori nuovi.

Ma c’è una parte di me che vaga,
un’ombra che cerca la sua luce,
domande sospese tra le stelle
e risposte nascoste nel vento.

Mi manca chi non conosco,
eppure sono grata a chi mi ha trovato.
Un mondo diviso tra ciò che avrei potuto
essere
e ciò che sono diventata.
Nelle notti più lunghe,
sogno terre lontane, volti senza nome,
e mi chiedo se anche loro pensano a me,
come io penso a loro.

Ma poi apro gli occhi,
e vedo il calore di chi mi ha scelto,
di chi ha deciso che il mio posto
è qui, tra queste braccia
dove l’amore non ha confini
e le radici crescono dove meno te lo aspetti.

Sono una figlia di due mondi,
uno fatto di sogni e l’altro di realtà
e in entrambi cerco me stessa,
sapendo che alla fine
sono un po’ di tutti e due.

Melinda La Rosa

1 commento

  1. Marina Lambrughi

    Bellissima poesia, e molto vera.
    Brava complimenti

    Rispondi

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